Gas, la guida per risparmiare con il riscaldamento acceso

11 Novembre 2022

Dai consigli utili al giusto uso del termostato per gli impianti autonomi o condominiali 

Contenere i consumi di gas e risparmiare energia. L'Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, ha predisposto un vademecum di 34 pagine che punta ad agevolare l’attuazione delle misure di contenimento dei consumi di gas, indicate dal Governo, per il riscaldamento nella stagione invernale. Misure che riguardano tutti gli impianti di riscaldamento, ad eccezione di ospedali, rsa, case di cura e scuole. Il documento, che illustriamo in questo articolo, contiene le indicazioni essenziali per una corretta gestione degli impianti di riscaldamento domestici: comportamenti quotidiani da adottare per ridurre i consumi e risparmiare sulla bolletta; accensione e spegnimento; regolazione della temperatura e impostazione degli orari di accensione degli impianti.
COMPORTAMENTI. È fondamentale che la corretta regolazione della temperatura interna degli ambienti sia accompagnata dall’attenzione ai comportamenti quotidiani.
Ecco quindi alcuni semplici accorgimenti per non disperdere il calore e ridurre i costi delle bollette: schermare le finestre durante la notte con persiane, tapparelle o tende: la mattina seguente la casa sarà meno fredda; non asciugare i panni sui termosifoni, per non ostacolare il riscaldamento e non aumentare i livelli di umidità dell’aria; evitare di posizionare divani, tende o altri oggetti davanti ai termosifoni per non ostacolare il riscaldamento degli ambienti; fare attenzione al rumore dei termosifoni: potrebbe essere indice della presenza di aria, che deve essere eliminata per permettere all’acqua di circolare liberamente e riscaldare al meglio l’ambiente.
E ancora: gestire con oculatezza i ricambi d’aria, cioè è bene aprire le finestre per pochi minuti per non raffreddare le pareti e privilegiare le ore più calde della giornata e quelle in cui l’impianto di riscaldamento è spento. La ventilazione degli ambienti delle abitazioni è fondamentale per diversi aspetti: rinnovare l’aria che respiriamo permette, infatti, di eliminare i batteri e le sostanze inquinanti e di mantenere il giusto livello di umidità nell’ambiente. Per cambiare l’aria in un’abitazione, è in generale sufficiente mantenere completamente aperte le finestre per pochi minuti, più volte al giorno, preferibilmente durante le ore più calde e quando il riscaldamento non è in funzione, in maniera da non raffreddare le superfici.
LIMITAZIONI. Il provvedimento assunto dal Governo è analizzato nel documento dell'Enea, e riguarda la riduzione di 15 giorni complessivi e di un'ora al giorno dell’attivazione degli impianti di riscaldamento alimentati da gas metano.
Per quanto riguarda la temperatura la media dei singoli ambienti ricordiamo che non deve superare i 17° (più 2° di tolleranza) per gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali e i 19° (+ 2° di tolleranza) per tutti gli altri edifici, compresi quelli residenziali. L’utente è quindi chiamato a impostare una temperatura non superiore ai 19°C all’interno del proprio appartamento. Queste limitazioni, tuttavia, non si applicano a ospedali, cliniche e case di cura, piscine, saune e assimilabili, sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali non ubicate in stabili condominiali, attività industriali, artigianali e assimilabili per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria, motivate da esigenze tecnologiche o di produzione, e agli edifici pubblici e privati che rispettino gli obblighi di utilizzo di impianti a fonti rinnovabili.
I cittadini possono facilmente - come spiegato nella guida - provvedere a regolare gli impianti e, in particolare, la temperatura interna degli ambienti, la temperatura dell’acqua che viene inviata all’impianto per riscaldamento, i periodi e gli orari giornalieri di accensione. Nel caso in cui la caldaia sia utilizzata anche per la produzione di acqua calda sanitaria, l’utente può anche regolare la temperatura dell'acqua per contenere i consumi e ridurre gli sprechi di gas.
REGOLAZIONE. Sono quattro le tipologie di regolazione comunemente presenti nelle abitazioni. Alcuni sistemi agiscono sulla temperatura dell’acqua che viene inviata ai termosifoni, altri regolano direttamente la temperatura dei singoli ambienti.
Nel caso di gestione manuale della caldaia, non è presente un sistema di regolazione automatica. La gestione avviene manualmente tramite il termostato della caldaia, che controlla la temperatura dell’acqua.
Il sistema di regolazione climatica con sonda di temperatura esterna agisce, invece, modificando la temperatura di mandata dell’acqua ai termosifoni in funzione della temperatura esterna, che viene rilevata da una sonda: evita consumi eccessivi quando le temperature esterne non sono rigide ed è fortemente consigliato in abbinamento alle caldaie a condensazione.
La regolazione con termostato è affidata a un dispositivo che misura la temperatura interna all’abitazione e aziona la caldaia sulla base della temperatura desiderata, ed è un metodo, sottolinea l’Enea, che consente il controllo diretto della temperatura nell’abitazione e degli orari di accensione. Infine, nella guida si parla della regolazione per singolo ambiente che si basa sulla presenza di dispositivi che agiscono singolarmente su ciascun corpo scaldante.
Nei comuni impianti domestici vengono utilizzate in tal senso le valvole termostatiche, che regolano il flusso dell’acqua calda nei radiatori. Il vantaggio è che si può regolare la temperatura di ogni singolo ambiente sulla base delle esigenze, evitando ad esempio di riscaldare stanze non utilizzate o di surriscaldare quelle esposte a sud.
IMPIANTI. Esistono due tipi di impianti: di riscaldamento autonomo, al servizio di una singola unità immobiliare, e centralizzato, a servizio di più abitazioni. Nel caso di impianti autonomi, le dati di attivazione e spegnimento e la temperatura di 19° dovranno essere settati dagli abitanti dell'appartamento.
Per gli impianti centralizzati il responsabile dell'impianto imposterà le date di accensione e spegnimento e gli orari giornalieri d'accensione per l'intero edificio. Spetterà, invece, ai singoli abitanti regolare a 19° la temperatura degli ambienti interni. Negli impianti autonomi, le nuove date di attivazione e spegnimento dell’impianto indicate per ciascuna zona climatica, per la stagione 2022-23 (vedi la tabella) dovranno essere settate dagli inquilini ognuno per il proprio appartamento.
Qualora si disponga di un dispositivo, come un cronotermostato, in grado di programmare la data di attivazione e di spegnimento della caldaia, si dovrà modificare la data di accensione secondo le nuove indicazioni. In alternativa, l’avvio e lo spegnimento dell’impianto a inizio e fine stagione di riscaldamento dovranno essere gestiti manualmente, agendo sul pannello di controllo della caldaia.
La temperatura viene regolata per l’intera abitazione solitamente attraverso un solo termostato. Quando però l’abitazione risulta suddivisa in più zone termiche, ad esempio zona giorno e notte, i termostati possono comandare altrettante valvole di zona, consentendo di regolare separatamente la temperatura. Va però prestata particolare attenzione alla posizione in cui il termostato è installato per verificare se questa è idonea a rilevare correttamente la temperatura dell'edificio.