Genio civile, attese di 4 mesi

5 Giugno 2014

Il servizio intasato da migliaia di pratiche, il direttore D’Angelo: presto attivo il sistema telematico

PESCARA. Vive a Roma ma ha comprato una casa e un piccolo pezzo di terra con un rudere in un centro della provincia. Ha ricostruito il rudere, ha ristrutturato la casa e voleva iniziare a lavorare qualche mese fa ma il progetto consegnato a fine gennaio all'ufficio del territorio servizio del Genio civile ha impiegato tre mesi e mezzo per essere restituito. Ora il cantiere partirà ai primi di giugno.

Mesi di stallo contano nel bilancio del lavoro, pesano sulla ripresa produttiva. E non poco se si pensa che le pratiche ferme al Genio civile o con tempi di attesa di restituzione di circa tre/quattro mesi sono centinaia. Un ritardo incomprensibile per gli utenti visto che la pratica che l'ufficio deve riconsegnare consiste inizialmente solo di un deposito sul quale vanno apposti timbri. Ma per far questo occorre personale specializzato. La Provincia, dal 2012, aveva stipulato una convenzione con l'ordine degli ingegneri per 10 professionisti da pagare con 40 euro a pratica e con 80mila euro di finanziamento complessivo annuo. Pochi sicuramente ma a dicembre 2012 il ritardo si era fortemente accorciato: si aspettavano circa 15/20 giorni. Nel 2013 arriva il taglio del 50% del contributo: si scende a 40mila euro e a soli 5 professionisti. Da allora il ritardo lievita e, oggi, siamo a tre/quattro mesi di attesa, mentre le pratiche da trattare sono aumentate fino ad arrivare a 1.500 annue come conferma il direttore dell'ufficio, l'ingegner Antonio D'Angelo.

Fino a che il servizio era di competenza regionale c’erano 12 addetti al rilascio delle pratiche con ben 7 tecnici per circa 1000 pratiche (anno 2003). Man mano che si è andati avanti i tecnici sono diminuiti mentre le pratiche sono lievitate fino all'80% nel 2009 all’entrata in vigore della nuova normativa tecnica con il decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 che ha riclassificato la sismicità del territorio, includendo anche quei comuni come Pescara che prima facevano a meno di passare per il Genio civile e allargando la domanda di certificazione da parte dei tecnici progettisti. Insomma, ora ci si trova nella condizione di dover affrontare molto più lavoro con meno e poco personale a disposizione.

«Una soluzione», spiega D’Angelo, «dovrebbe arrivare dal nuovo sistema telematico di invio e restituzione della pratica, attivato a febbraio e che fino ad oggi non ha ancora mostrato i vantaggi proprio a causa del ritardo pregresso da smaltire». La via del web aiuta: non c’è più la consegna cartacea del progetto che invece viaggia via cavo e può essere inoltrato dal progettista h24 dal proprio ufficio. Integrazioni e attestati di avvenuto deposito seguono la stessa pista. Ma le pratiche vanno visionate, analizzate e occorre personale. Solo cinque tecnici in convenzione non sono sufficienti. Ne va dell'efficienza del servizio che si traduce in vantaggi per tutti: per il lavoro che può essere meglio controllato, per l’utente che vede restituirsi in tempi accettabili la pratica e per le imprese che riprendono il lavoro.

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