«Geriatria, emergenza continua» I cittadini fanno denuncia ai Nas

Presidio dei familiari dei pazienti organizzato dal consigliere Pettinari (M5S), che accusa la Regione «Sovraffollamento nei reparti, sprechi di denaro, carenza di organici: ma è tutto uno scaricabarile»
PESCARA. La «sanità è al collasso» e i cittadini denunciano ai carabinieri dei Nas i disservizi e le criticità dei reparti ospedalieri.
LA PROTESTA La frustrazione di un centinaio di cittadini che hanno familiari in ospedale si è fatta sentire, ieri mattina davanti al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, durante il presidio organizzato dal vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che è tornato a protestare contro «sprechi e cattiva gestione della sanità che stanno condizionando il diritto alle cure degli abruzzesi».
Attacca, Pettinari: «Il pronto soccorso è al collasso, la sanità tutta è una catastrofe e dai vertici regionali, il presidente Marco Marsilio e l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, assistiamo a scaricabarile, risposte inconcludenti e nessuna soluzione percorribile». Ma il pentastellato difende strenuamente il lavoro di medici, infermieri e operatori socio sanitari impegnati nella trincea quotidiana, spesso al di là delle possibilità fisiche e psicologiche: «Operano in condizioni estreme, fanno i salti mortali perché sono pochi: nelle Asl abruzzesi mancano all’appello 2mila unità e i pazienti non possono restare in attesa 24 ore al pronto soccorso, come è accaduto, prima di eseguire un esame o avere una diagnosi. Medicina, dove non esistono sale per isolare i pazienti problematici come i tossici e dove si contano furti a raffica di borse e cellulari, e Geriatria, sono i comparti più sofferenti con i posti letto che non bastano mai».
GERIATRIA NEL MIRINO Geriatria è il reparto nel mirino dei cittadini che hanno inoltrato esposti ai Nas, Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri. Uno di questi è firmato da Maria Teresa Materazzi, residente a Villa Raspa. La madre 94enne, Natalina, è morta tre giorni fa: «Ho sepolto ieri la mia mamma», dice la figlia con gli occhi umidi, «da una settimana era ricoverata a Geriatria per problemi, pare, urologici, non è ancora chiaro, infatti, cosa le sia accaduto. So solo che dopo sette ore di attesa al pronto soccorso, siamo saliti al reparto e hanno “parcheggiato” mia madre lungo i corridoi per mancanza di posti. Quando se ne è liberato uno, l’hanno messa in una stanza, e hanno tenuto la finestra aperta, con lei febbricitante». La signora Maria Teresa mostra una foto sul telefonino: «È la sacca dell’urina che scoppiava e, suona suona il campanello, gli infermieri arrivavano sempre dopo mezz’ora. Per ottenere il materasso antidecubito ho dovuto fare il diavolo a quattro. Voglio giustizia per mia madre. Quindi, ho inoltrato esposto ai Nas per denunciare tutti i disservizi». Lo stesso ha fatto Carla, giovane donna pescarese che ha lasciato il lavoro per seguire i problemi di salute della nonna 97enne, attualmente ricoverata a Geriatria: «Un giorno l’ho ritrovata con la schiena nuda e la finestra aperta, e non era stata cambiata. Chiedo rispetto per gli anziani, che sono come bambini. Nel frattempo, mi sono rivolta ai Nas».
Patrizia Orsini, 60 anni, pescarese, cuoca in pensione: «Per fare una Tac urgente, dopo un intervento chirurgico, ho dovuto urlare per tutto il mese di dicembre al Cup. Certo che sono arrabbiata, per fare un esame ci deve venire un infarto?». Mara Pecchia, titolare di un b&b ad Alanno e Sandra Sablone, pescarese disoccupata, chiedono maggiore attenzione per i servizi igienici dedicati ai disabili e sollecitano rimborsi per chi effettua visite in intramoenia. Pettinari: «Nei reparti, con carenze di personale infermieristico e posti letto, i medici sono costretti a doversi muoversi da un piano all’altro per visitare i pazienti che vengono trasferiti temporaneamente. Un superlavoro che non ripaga in termini di efficienza». Secondo il rappresentante del M5S, anche «Oncologia presenta criticità dal punto di vista della privacy». Quindi l’attacco frontale contro «sprechi e cattiva gestione: dall’acceleratore lineare e il macchinario per la brachiterapia, per i tumori ginecologici, «che si trovano nello stesso bunker col risultato che se è in funzione uno, non può esserlo l’altro», alla Pet Tac «ancora posizionata all’esterno dell’ospedale che in 15 anni è costata 15 milioni di euro di affitto, appena rinnovati, contro un solo milione che la Asl avrebbe speso per acquistare l’apparecchio».
BASTA SPRECHI Affonda, Pettinari, «i soldi per migliorare la sanità e le cure per i cittadini ci sono, basta non sprecarli più». Al fianco dei manifestanti anche le associazioni Codici, Feder.casa e “Insieme per Fontanelle”, rispettivamente dirette da Giovanni D’Andrea, Lara Membrino e Nello Raspa e una delegazione di “Salviamo l’ospedale” di Penne e Popoli. «Depotenziare gli ospedali territoriali dove il tempo fa la differenza tra la vita e la morte», mette il dito nella piaga Pettinari, «non migliora la situazione». L’ultima frecciata è per il sopralluogo in ospedale dell’assessore Nicoletta Di Nisio e il capogruppo Udc Massimiliano Pignoli: «Ironico che a denunciare i disservizi sia il centrodestra comunale con la Regione governata dai colleghi di partito».

