Gerosolimo: con me 400 amministratori per cambiare la politica

29 Giugno 2017

L’assessore: il nostro è un grande contenitore civico per chi non vuole più aderire ai partiti tradizionali

L'AQUILA. Prima tappa: la firma dell'atto costitutivo davanti a un notaio, entro la fine di luglio. Poi, a ottobre, una grande assemblea e quindi il radicamento degli organismi sul territorio della regione.
C'è un nuovo soggetto politico che prende forma, e anzi si concretizza come movimento politico-culturale, in questa estate rovente, con le elezioni che hanno segnato la disfatta del centrosinistra ma anche la fuga degli elettori dalle urne.
Il nuovo movimento si chiamerà “Abruzzo insieme” e nasce dall'esperienza di “Abruzzo civico” (coordinatore è stato il neo sindaco di Atessa Giulio Borrelli), di cui in consiglio regionale sono espressione Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri, due dei tre “desaparecidos” (l’altro era l’assessore Pd Donato Di Matteo) che nell'estate del 2015 misero alle strette il governatore Luciano D'Alfonso, accusato di non tenere conto delle istanze dell'Abruzzo interno.
“Abruzzo insieme” secondo il suo fondatore, Gerosolimo, sarà un progetto «di grande respiro regionale che catalizzerà le forze che non sentono il bisogno di aderire ai partiti, ma di esserne diretti interlocutori».
E che ci sia voglia di civismo la prova lo sono le ultime amministrative, con l'esempio importante di Avezzano, dove il nuovo sindaco, Gabriele De Angelis, è espressione di una coalizione civica senza simboli di partito.
Gerosolimo, partiamo dalle elezioni: come mai questa sua “incursione” nella Marsica, con il suo sostegno alla candidatura di De Angelis?
«Non si è trattato di un'incursione, ma della condivisione di un progetto politico che stiamo cercando di portare in tutti i territori della regione. Un percorso iniziato ad Avezzano due anni fa, quando alcuni esponenti politici locali hanno deciso d'interrompere quello con l'allora sindaco Gianni Di Pangrazio. Tra loro c'era anche De Angelis, la cui candidatura è stata decisa un anno e mezzo fa. Gabriele è espressione del civismo. Poi si sono aggregate altre forze provenienti dal centrodestra e dal centrosinistra, alle quali abbiamo chiesto di rinunciare ai propri simboli».
L’ex sindaco e il fratello Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale, non l’avranno comunque presa bene. Che rapporti ha con loro?
«Rapporti di semplice rispetto istituzionale, con entrambi. Uno era il sindaco di Avezzano fino a pochi giorni fa, lo conosco da quando era direttore generale della Provincia; l'altro, Giuseppe, è il mio presidente del Consiglio regionale».
Perché la scelta di un percorso civico?
«Voglio precisare che non è un percorso contro il Pd o Fi; è la volontà di affermare il principio per il quale i cittadini non possono più essere dei militanti di partito, ma con il civismo diventano interlocutori diretti dei partiti, senza più delegare determinate scelte».
Chi c'è dentro “Abruzzo insieme”?
«Ci saranno tanti colleghi consiglieri regionali, ma non spetta dire a me il loro nome, che faremo in occasione del lancio del movimento, a ottobre. Vi anticipo che sono tantissimi i sindaci abruzzesi che hanno già aderito».
Per esempio, nella sua provincia, L'Aquila?
«Soltanto in provincia dell'Aquila, a oggi, i sindaci aderenti sono 22, ma abbiamo adesioni anche dal Chietino, dal Teramano e dal Pescarese».
Ci sarà anche Donato Di Matteo?
«Credo che Di Matteo, con il quale ho un vincolo di profonda amicizia, possa essere uno dei protagonisti, come anche Mario Olivieri che ha dimostrato già di essere interprete autentico dei cittadini abruzzesi. Mi ritengo, in particolare, inseparabile da Olivieri, per me padre e fratello maggiore da un punto di vista politico e umano».
Come si colloca politicamente “Abruzzo insieme”, in vista delle elezioni regionali?
«Siamo all'interno del centrosinistra, io stesso sono assessore della Giunta di centrosinistra. Nei prossimi mesi struttureremo il movimento con una grande assemblea e in quella sede si comincerà a ragionare sulle alleanze future, per ora è prematuro parlare di alleanze e candidati».
Sarà lei il candidato presidente di Regione del nuovo soggetto politico?
«Nel modo più assoluto, no. Saranno i sindaci a decidere. Penso che avvieremo un confronto serrato fra tutti gli amministratori locali che abbiamo in Abruzzo, circa 400 sinora. Saranno loro che decideranno il percorso politico ed eventuali candidature alle prossime regionali. Io sono e sarò, invece, fortemente impegnato alla costruzione di questo grande contenitore civico».
I suoi rapporti con il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso?
«Di profondo rispetto: è il presidente della Giunta e ritengo sia stato e possa essere in futuro una risorsa per Abruzzo. D'Alfonso è un talento politico come ce ne sono stati pochi. Il confronto acceso con lui c'è sempre stato e ci sarà, come sempre in democrazia: l'aspetto essenziale è che ci sia il rispetto reciproco».
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