Giocattoli e coccole per i 2 fratellini
Tirati fuori dalle macerie, sono ricoverati in Pediatria all’Aquila. Morto il papà
L’AQUILA. Hanno 11 e 9 anni i due fratellini scampati alla tragedia del sisma. Salvi per un soffio. Riportati alla vita dalle mani eroiche dei volontari che hanno scavato a lungo, senza sosta. Li hanno estratti dalle macerie della loro casa di Amatrice. Poi, il trasferimento nel reparto di pediatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove sono arrivati insieme, stretti nella morsa del dolore e della disperazione. Per loro, solo ferite lievi ed escoriazioni e tanta, tanta, paura. Per ore sono rimasti soli, in una corsia di ospedale, senza poter contare sul sostegno di un familiare, confortati solo dall’immenso affetto e dalle cure premurose di tutto il personale del reparto. La madre, pluritraumatizzata, è ancora ricoverata al San Salvatore; il papà non ce l’ha fatta. Il mostro lo ha inghiottito e strappato per sempre all’affetto della sua famiglia. Sì, il mostro. Quel terremoto che resterà impresso come un marchio indelebile nelle loro vite. Si tengono la mano i due bimbi, gli occhi grandi, smarriti. Ieri è arrivata all’Aquila la zia, rintracciata dal personale sanitario sulla base delle indicazioni che i due fratellini hanno fornito. Abbracci e lacrime. E, finalmente, un raggio di speranza e di rinascita, dopo tanto dolore.
«I bambini sono stati trasferiti all’Aquila nel pomeriggio di mercoledì con contusioni ed escoriazioni multiple», afferma il professor Alberto Verritti, primario del reparto di Pediatria dell’ospedale San Salvatore, «il quadro clinico è nettamente migliorato e nelle prossime ore procederemo alla dimissione dei piccoli pazienti. La difficoltà più grande è stata quella di rintracciare i parenti: la mamma è ricoverata al San Salvatore e il papà, purtroppo, è deceduto. Ma tutto il reparto, in attesa dell’arrivo dei familiari, si è prodigato per risolvere le problematiche strettamente mediche e per farli sentire a casa, con particolare attenzione all’aspetto psicologico, vista la delicatezza della situazione».
Verrotti conferma che «nel reparto di pediatria dell’Aquila non sono stati ricoverati altri bambini provenienti dalle zone terremotate».
La città intera, intanto, si è mobilitata per raccogliere libri, giocattoli e vestiti da consegnare ai due bimbi: un piccolo gesto per alleviare le loro sofferenze. (m.p.)
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