Gioiello della nautica si schianta contro la banchina nord
PESCARA. L'ultima barca del porto, la Sharon C dell'armatore Massimo Camplone, è riuscita a levare gli ormeggi per appena due settimane prima di finire schiacciata contro la banchina nord durante la...
PESCARA. L'ultima barca del porto, la Sharon C dell'armatore Massimo Camplone, è riuscita a levare gli ormeggi per appena due settimane prima di finire schiacciata contro la banchina nord durante la violenta burrasca dei giorni scorsi. Il gioiellino della storica famiglia di pescatori della marina pescarese, 25 metri in acciaio inox di ultima generazione con i motori controllati elettronicamente e la strumentazione tecnologica all'avanguardia, è stato inaugurato il 17 dicembre scorso con una festa andata avanti per tutta la giornata a cui ha partecipato anche il comandante della Capitaneria Enrico Moretti.
Da simbolo del rilancio di una categoria che non si arrende di fronte alle difficoltà e alla crisi del comparto, ma piuttosto tra mille sacrifici decide di investire ancora nella pesca a strascico, è diventata una delle immagini più chiare del disastro compiuto dalla mareggiata a cavallo dell'Epifania. La Sharon C, una delle imbarcazioni più grandi delle circa 80 ormeggiate nel porto cittadino, è il natante che ha subito più danni di tutte nei giorni della bufera. «Mi è costata più di un milione di euro», si rammarica Camplone che ha già presentato una denuncia di evento straordinario in Capitaneria per chiedere il risarcimento dei danni, «adesso chi me la riaggiusta e chi mi ripaga i debiti? Speriamo che sia accertato il danno e che qualcuno si faccia avanti poiché le parti rovinate sono tantissime».
Secondo la ricostruzione dell'armatore, nel punto del porto in cui è ormeggiata la Sharon C sarebbero stati sostituiti i parabordi in plastica con altri in legno sorretti da spuntoni metallici: durante il maltempo, il legno sarebbe stato sommerso dal mare, lasciando i perni appuntiti attaccati alla banchina. «La barca», racconta Camplone, «ha urtato più volte contro la banchina andando a finire contro i perni in acciaio. Si vedono chiaramente i segni lungo la fiancata e a poppa. Poteva andare peggio: per fortuna, l'imbarcazione è in acciaio inox, altrimenti se fosse stata in legno sarebbe sicuramente andata a fondo». (y.g.)
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