«Giovani, non rassegnatevi all’illegalità»

Il premio Borsellino accoglie gli studenti dell’Alberghiero: «Dite no al bullismo e siate solidali tra voi»
PESCARA. Un’altra giornata dedicata ai giovani: così il Premio Borsellino ha accolto gli studenti dell’istituto De Cecco che ieri mattina hanno affollato la sala Tinozzi della Provincia di Pescara. L’incontro, dal titolo “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino”, ha dato molti spunti utili al dibattito. Perché combattere l’illegalità, come hanno più volte ribadito i relatori, «significa agire come cittadini responsabili, non rassegnarsi, essere attenti alle esigenze dell’altro, dire no al bullismo, mostrare solidarietà anche a scuola».
A parlare ai ragazzi, insieme alla dirigente scolastica Alessandra Di Pietro e alla docente Rosa De Fabritiis, referente del progetto legalità, anche il fondatore del premio Leonardo Nodari, il presidente della Provincia Antonio Di Marco, la giornalista Rai Daniela Senepa, Gemma Andreini presidente Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari), e il giornalista del Fatto Giuseppe Lo Bianco, autore del libro “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”.
«Questo non è soltanto un libro su un’agenda scomparsa, è soprattutto un libro su una storia scomparsa: la storia degli ultimi giorni del giudice Borsellino», ha detto Lo Bianco. Troppo poco infatti si sa di quei 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all’esplosione di via d’Amelio, quando qualcuno decise la sua condanna a morte. «Il nostro è un invito ai giovani, ma non solo, ad abbattere il muro dell’indifferenza che ogni giorno si trovano davanti», ha detto Nodari, «a combattere contro quel malaffare che nega il nome di Falcone e Borsellino. Non basta commuoversi, è necessario agire». E dall’incontro a Montesilvano dove si trovava, Maria Falcone, sorella del giudice ucciso a Capaci, ha fatto sentire tutto il suo affetto al Premio Borsellino. Come lei, lo aveva fatto con parole disarmanti Agnese Borsellino, moglie del magistrato, in un messaggio del 2010, le cui parole sono ancora vive. «Il valore del sacrificio della vita di Giovanni e di Paolo non si dovrà mai disperdere. Ci lasciano un testamento spirituale, una pesante eredità, un patrimonio morale di equilibrio, di coraggio, di serenità, di rigore, di umanità e di professionalità, che oggi impegna tutti a continuare ognuno con le proprie forze professionali, intellettuali e morali per tentare di rendere migliore il nostro Paese».
Oggi, alle 10, Lo Bianco parlerà del suo libro all’Istituto Moretti di Roseto. Saranno presenti Sabrina del Gaone e l’avvocato Tommaso Navarra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

