Giovedì via agli sconti È polemica sulla data

I commercianti: «Un danno partire con troppo anticipo»
Conto alla rovescia per i saldi invernali in Abruzzo. L’appuntamento è per giovedì, per saldi, si può dire, di inizio stagione, vista la data del 5 gennaio. E viste le temperature primaverili del ponte tra Natale e Capodanno e la neve prevista sulla costa venerdì. Per i consumatori sarà l’occasione per fare qualche buon affare, per i commercianti un modo per recuperare un dicembre difficile. Senza però risolvere i veri problemi della categoria.
CHIETI. Vede nero la presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio. «Le vendite rispetto allo scorso 2015 sono precipitate del 20- 50 per cento». Una disfatta senza precedenti per la proprietaria della pelletteria “Il Bagatto” allo Scalo. «In 30 anni di attività non ho mai assistito a un tracollo del genere». Una contrazione di consumi preoccupante. Confcommercio Chieti ha chiesto l’intervento del presidente della Regione Luciano D’Alfonso: «E’ necessario che la politica prenda provvedimenti per tutelare piccoli negozianti e botteghe tradizionali dalla concorrenza sleale della grande distribuzione». Ma i saldi restano utili, ammette la Tiberio, «ma tutti devono rispettare i tempi stabiliti. Chi li anticipa danneggia gravemente i commercianti rispettosi. Abbiamo chiesto controlli e multe a riguardo alla polizia municipale». Per Antonio Cieri, proprietario dello storico negozio teatino di abbigliamento “Ribò”, le vendite natalizie non sono state deludenti. «Sono 49 anni che sono dietro al banco e ho imparato ad adeguarmi alle esigenze dei miei clienti che mi restano fedeli negli anni. l’utilità dei saldi? Francamente non ci ho mai contato. Anche quando negli anni Settanta tutti rispettavano le date stabilite».
L’AQUILA. L'equilibrio sulla domanda-offerta nella provincia aquilana fa i conti con fattori legati alle caratteristiche del territorio, specie nelle aree interne della Marsica e della Valle Peligna. L'analisi più lucida la fornisce Cristiano Tomei, per conto della Cna Commercio e turismo. «Il settore alimentare è andato piuttosto bene nell'arco delle festività natalizie, è nel campo dell’extra alimentare che la crisi morde di più. La spesa media, in questi punti vendita, oscilla tra i 40 e i 70 euro, decisamente troppo poco per questo periodo, in cui si concentrano le aspettative di recuperare i mancati incassi della stagione, se non dell'intera annata». Le politiche sui saldi ripartono da qui. «Bisogna rilanciare il commercio facendo leva anche sulle specificità del territorio», sottolinea. «Ad esempio, le aree della Marsica, della Valle Peligna e dell'Alto Sangro, oltre ad alcuni Comuni dell'Aquilano sono ricche di borghi o di attrattive turistiche. Perché non puntare a incentivare dei percorsi turistici da affiancare alle offerte commerciali?». Altra problematica è legata agli acquisti online. «Le vendite nel periodo dei saldi», sottolinea Ruggero Festa, che all'Aquila è tra i soci di un negozio di abbigliamento, «risentono della concorrenza online da parte di grandi distributori che proprio in questi periodi codificano delle offerte dedicate per spingere all'acquisto online». L'alternativa, sottolinea il collega Stefano Rastelli, è «quella di puntare sulla qualità e rendersi riconoscibile anche sul web».
TERAMO. Torna sul problema della data dei saldi Giancarlo Da Rui, presidente Confesercenti Teramo: «I saldi non risolvono il problema del calo delle vendite della stagione invernale. Vogliamo il ritorno dei saldi a fine stagione». Già molti esercizi commerciali hanno effettuato sconti vari per invogliare la clientela, ma la stagione invernale ha fatto registrare un crollo storico del 50% delle vendite (dato Confcommercio) per i negozi di Teramo e provincia. Colpa della crisi, ma anche dello spopolamento da sisma e dei centri storici transennati o con i lavori in corso. «A dicembre le vendite si sono concentrate in pochi giorni» prosegue Da Rui, «le abbiamo pensate tutte per attirare i clienti e ci stiamo battendo fortemente per il ritorno dei saldi a fine stagione». La Confesercenti ha portato più volte sul tavolo regionale la necessità di tornare ai saldi a fine gennaio.
«La situazione generale in tutta la provincia è drammatica» per Giammarco Giovannelli, presidente Confcommercio Teramo. «Ci auguriamo che i saldi facciano recuperare parte delle vendite, ma stiamo pagando lo scotto di trent’anni di scelte sbagliate che hanno fatto fiorire nella nostra regione una percentuale altissima e sproporzionata, la più alta d’Europa, di grande distribuzione. Ci appelliamo ai commercianti affinché si proiettino verso dinamiche nuove, ma soprattutto alla politica locale che deve avere un grande senso di responsabilità per evitare altre scelte scellerate».
PESCARA. Meno cupa la situazione pescarese, e la Confesercenti si augura «un assalto al commercio». Ma, sottolinea Gianni Taucci, direttore della associazione di categoria, «come ripetiamo ormai ogni anno, il saldo non serve a niente farlo partire il 5 gennaio, anzi danneggia la categoria». Quelle che cominciano dopodomani dovrebbero essere promosse «a fine febbraio, e i commercianti dovrebbero mettere in vendita i capi rimasti, invece vendono tutto ciò che hanno in magazzino». Così, aggiunge Taucci, «si prende in giro la categoria» e la conseguenza è che, alla lunga, «si riducono posti di lavoro».
Taucci critica «la politica», perché c'è «una scarsa volontà a capire il valore dei commercianti e del commercio» e si fa ruotare tutto attorno ai «grandi poteri economici». E' chiaro, per il direttore della Confesercenti, che «la scelta dei saldi anticipati è dovuta alle sigle che rappresentano la grande distribuzione organizzata» ma con questo calendario i commercianti tradizionali «pagano solo i costi sostenuti e non reinvestono sul territorio».
Mentre il commercio di via «resta il migliore, per qualità e rapporto con la clientela», prosegue Taucci, ma con questa «visione sbagliata del saldo», che anticipa i tempi, si crea una distorsione». Mette da parte le polemiche Enzo D'Ottaviantonio, della Confcommercio Pescara, che spera solo nella «clemenza del tempo». «Il buon andamento dei saldi è condizionato dall'avvio, e l'avvio è condizionato dal meteo», fa notare. «L'appeal dei primi giorni è importante e purtroppo le previsioni non sono delle migliori». Ci sono poi i limiti alla spesa legati alla crisi. Eppure per la Confcommercio pescarese «il Natale non è andato poi così male e in città hanno contribuito positivamente le “Luci d'artista” che hanno decorato il centro e il video mapping in piazza, insieme agli eventi organizzati dal Comune. Le belle giornate, poi, hanno favorito di più il centro città che i centri commerciali».(Hanno collaborato
Adele Di Feliciantonio
e Fabio Iuliano)
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