Gite scolastiche, prime ripartenze I presidi: speriamo di riattivarle

Già avviati stage e uscite didattiche, per la prossima primavera si punta a viaggi brevi in Italia I dirigenti scolastici: tutto dipende dall’andamento della curva pandemica, per ora siamo fiduciosi
PESCARA. Uscite didattiche promosse già in questi mesi e l’ipotesi delle gite in primavera che sembra diventare sempre più concreta. Con l’anno scolastico 2021-2022, dopo praticamente due anni di stop totale, negli istituti superiori pescaresi si ricomincia a parlare di viaggi di istruzione.
Il Covid per ora sembra restare lontano dai banchi e così presidi e docenti stanno prendendo seriamente in considerazione l'opzione di organizzare per gli studenti le tradizionali gite di più giorni nei mesi primaverili. «Con la didattica al cento per cento in presenza, per il momento sembrano esserci le condizioni adatte», commenta il dirigente del liceo scientifico Galilei, Carlo Cappello. «Nel mese di ottobre ho fatto un primo giro nei consigli di classe e li ho lasciati liberi di progettare le uscite didattiche. Chiaramente resta l’incognita della curva pandemica. A scuola sono tre settimane che abbiamo la casella zero fissa, sia per contagi che per quarantene, e se dovesse continuare così, immagino che saranno organizzati i viaggi di istruzione. Ovviamente penso che si sarà più propensi a definire gite più brevi e su territorio italiano, per una più semplice gestione, ma questo non esclude l’estero se la situazione dovesse essere favorevole». «Dall’inizio dell’anno scolastico, sfruttando le risorse del piano estate», ricorda il dirigente dell'istituto Tito Acerbo, Carlo Di Michele, «abbiamo organizzato diverse uscite didattiche in Abruzzo. Momenti che sono serviti per favorire la socialità, lo stare insieme tra i ragazzi e riprendere il gusto di andare a vedere cose belle. Abbiamo promosso giornate a Rocca Calascio, sulla Majella o a Campo Imperatore con escursioni guidate, rispettando tutte le regole in materia di capienza sugli autobus e di green pass. È un fatto importante perché le uscite didattiche sono parte integrante della proposta formativa, specie in una scuola come la nostra, con l’indirizzo turistico e di costruzione, ambiente e territorio. Penso che si proseguirà così anche durante l'anno, sperando sempre nella curva pandemica. Discuteremo a giorni delle gite vere e proprie, in collegio dei docenti e in consiglio d'istituto, per valutare l'opportunità di andare all'estero quest'anno. Tendenzialmente privilegeremo l'Italia». Non si sono di fatto mai fermate le uscite didattiche all'Alberghiero De Cecco, dove gli studenti sono spesso impegnati in attività di stage dentro e fuori l’Abruzzo. «Per la caratteristica della nostra scuola», commenta la preside Alessandra Di Pietro, «gli studenti partecipano ad eventi, concorsi enogastronomici, fiere che si svolgono anche fuori dalla regione. I ragazzi del quinto, per esempio, saranno impegnati in attività di stage sotto Natale, e poi ad aprile toccherà alle terze e le quarte. Dunque per noi il discorso gite non è mai stato messo in discussione, pur se con tutte le precauzioni del caso. Il nostro referente Covid ha stilato convenzioni con tutti i soggetti coinvolti, in modo da garantire tutte le norme di sicurezza». Un processo in costante evoluzione al liceo linguistico Marconi, sotto la direzione della dirigente Giovanna Ferrante. «Qualche uscita didattica c’è già stata con tutte le precauzioni del caso. Sicuramente porteremo a termine la nostra offerta formativa. Potremo modificare qualcosa in funzione dello stato di emergenza, ma non è oscuro il cammino che abbiamo davanti. Contiamo di riattivare tutto quello che sarà possibile. Già a dicembre si sta pensando di concludere dei progetti in Russia, ma è ancora tutto da verificare». Un po’ più cauta la linea al liceo classico D'Annunzio e allo scientifico Da Vinci, sotto la guida della preside Antonella Sanvitale. «Fino a che ci sarà lo stato di emergenza, non promuoveremo viaggi di istruzione con pernottamento. Per il momento abbiamo autorizzato uscite didattiche di un giorno ad Aielli o sulla costa dei Trabocchi ad esempio, ma per viaggi di istruzione più lunghi vogliamo attendere di capire come evolverà la curva pandemica. Rimanderemo le valutazioni al nuovo anno e alle decisioni in merito al mantenimento o meno dello stato di emergenza».

