Giudice pescarese minacciata ad Ascoli

30 Settembre 2015

Tiziana D’Ecclesia, esperta di lavoro e previdenza, vittima da mesi di intimidazioni. Danneggiata la sua auto sotto casa

PESCARA. È un avvocato pescarese il giudice onorario in servizio ad Ascoli Piceno e residente a San Benedetto vittima di diversi atti intimidatori, tra il mese di febbraio e i giorni scorsi.

Si chiama Tiziana D’Ecclesia, ed è stata lei stessa a ripercorrere gli episodi in un’intervista rilasciata a “Il Resto del Carlino”.

Tutto è cominciato quando ha trovato una scritta offensiva sulla cassetta della posta all’ingresso del palazzo in cui vive, un insulto senza riferimenti all’attività che svolge. In un primo momento, ha commentato, non gli ha dato molto peso. Era febbraio ed è passato un mese prima che si verificasse il secondo avvenimento preoccupante, sempre nel palazzo in cui vive, dove è stata trovata una scritta che la insultava, con precisi riferimenti sul suo lavoro, con offese alla sua professionalità. La grafia era la stessa del primo messaggio e la scritta potrebbe essere opera di qualcuno che non è italiano. Nel corso dell’estate, poi, è stato lanciato contro le finestre della sua abitazione un bicchiere contenente del gelato e poi sono stati lasciati degli escrementi nel pianerottolo che precede l’ingresso di casa. L’ultimo fatto risale alla notte tra il 4 e il 5 settembre quando è stato sfondato con un masso il parabrezza dell’auto di D’Ecclesia. Le portiere del veicolo, poi, sono state rigate, su entrambi i lati. L’auto del giudice onorario si trovava in una strada parallela a quella in cui vive.

È stato allora che il giudice onorario ha collegato tutti gli eventi e ha sporto denuncia. Parlando dei possibili collegamenti di questi fatti con il suo lavoro D’Ecclesia ha commentato di non avere alcuna idea su chi possa avercela con lei, che si occupa di cause di lavoro, tanto più che in media sono 250 le sentenze ogni anno e circa mille i casi trattati. Non esclude nulla, al momento, e dovendo ipotizzare chi sia il responsabile di questi episodi immagina che ad agire sia un singolo, e non più persone. Innegabile la paura, al momento, anche per il figlio che ha meno di dieci anni, come ha riferito sempre il giudice a “Il Resto del Carlino”.

La preoccupazione non è solo personale, ma si è diffusa in tribunale e anche da Pescara arriva la solidarietà dell’Ordine degli avvocati, con il presidente Donato Di Campli. Chi svolge questa professione, dice, deve poter lavorare in condizioni di «autonomia e indipendenza» e «va preservato» senza che venga intaccata la sua «libertà».

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