«Giunta, deleghe anche ai consiglieri»

6 Aprile 2024

Marsilio rivela in anteprima i criteri con cui accontenterà tutti. E sottolinea: «Ho già le idee chiare, non temo strappi»

L’AQUILA. Non conferma né smentisce l’ipotesi di giunta con Quaglieri, Magnacca, D’Annuntiis, Santangelo, Imprudente e Verì, e con Scoccia sottosegretaria. Ma alla domanda diretta, quali saranno gli assessori e le deleghe? Marco Marsilio, presidente riconfermato alla guida della Regione, si esibisce in un dribbling che sta a metà tra Leo Messi degli anni migliori e le prodezze di Pietro Anastasi. La sua risposta, però, diventa una conferma della squadra di governo anticipata ieri dal Centro, con la probabilità però che subisca ritocchi nei prossimi quattro giorni e con la novità assoluta che anche i consiglieri riceveranno deleghe, in modo che la coperta, che lui definisce cortissima, possa bastare un po’ per tutti. Ecco la sua intervista.
Presidente Marsilio perché parla di una coperta che non può riscaldare tutti?
Nelle settimane a cavallo della Pasqua ho ricevuto e ascoltato tutti i partiti, sia singolarmente che in un vertice di coalizione. Ogni partito ha chiesto almeno una posizione in più di quella che gli “spetterebbe” nella logica impietosa dei numeri e dei pesi. Ma una legge sbagliata e dannosa costringe l’Abruzzo a nominare solo 6 assessori più un sottosegretario. Consideri che la Sardegna, che ha quasi gli stessi abitanti della nostra Regione, ne ha il doppio, e il nuovo Presidente – pur se eletto 15 giorni prima – ha solo da poco sciolto la riserva.
Lei ha già in mente nomi e deleghe della nuova giunta ma...
Sì, ho le idee chiare e avrei potuto elencare le mie scelte già da giorni, ma ritengo giusto e corretto rispettare i tempi e i passaggi dovuti, nella coalizione e tra i partiti al loro interno, affinché le scelte vengano metabolizzate, ponderate e assunte nella piena consapevolezza e assunzione di responsabilità. Se devo attendere qualche giorno in più perché maturino soluzioni condivise e accettate, saranno giorni ben spesi perché ci risparmieranno attriti e incomprensioni nel prosieguo, che sarà lungo e pieno di impegni.
Con soli sette posti a disposizione per cinque gruppi consiliari la coperta non è corta, è cortissima, anche se vogliamo aggiungere a questo numero la presidenza e la vicepresidenza del Consiglio. Avessi 12 posti a disposizione sarebbe tutto più semplice, e già so che qualunque scelta sarà fatta, molte saranno le delusioni e qualcuno se ne lamenterà.
A quale criterio si affiderà?
Il criterio non può che partire dal rispetto della volontà popolare, dalla proporzione tra voti e seggi ottenuti con i posti a disposizione. Con una ponderazione equilibrata tra questi: ovviamente, il sottosegretario vale qualcosa di meno dell’assessore, che a sua volta vale qualcosa meno del vicepresidente della Giunta o del Presidente del consiglio. Basta conoscere un po’ di matematica e avere un minimo di esperienza politica per capire quale sia la formula giusta e il corretto equilibrio tra le parti. Se poi accadrà che tutti avranno qualcosa di cui lamentarsi, vorrà dire che il sacrificio di “stringersi” per risolvere il problema sarà stato distribuito su tutti, senza mortificazioni per nessuno.
Sarà solo questo il metodo di scelta?
No, il secondo criterio cardine è la continuità: la campagna elettorale si è svolta lungo questo asse, e gli elettori abruzzesi hanno premiato la squadra nel suo complesso. Dove possibile, cercherò di garantire la continuità del lavoro in corso, evitando i rallentamenti inevitabili a ogni “passaggio di consegne”. Siamo fermi da tre mesi per le elezioni, non possiamo permetterci di perdere altro tempo.
Ci saranno altre posizioni che intende assegnare?
Sì, ritengo maturi i tempi per responsabilizzare maggiormente l’intera maggioranza, coinvolgendo di più i consiglieri, anche affidandogli deleghe specifiche che possano “alleggerire” il carico del Presidente e degli assessori a volte alle prese con un carico di deleghe sterminato. Si valorizza il ruolo di ognuno, ci si distribuisce meglio il lavoro, non si lascia indietro nessun settore.
Teme che queste sue scelte possano generare strappi? E se dovesse accadere come pensa di risolverli?
Come già detto, non temo strappi, ma l’esperienza insegna che non tutti possono uscire contenti quando si fanno le scelte. Ma confido nel senso di responsabilità e nella consapevolezza di una missione storica che ci impegna tutti a guardare avanti e lavorare per gli abruzzesi. Nessuno capirebbe una polemica “bottegaia” dopo una vittoria così cristallina. L’onere di compiere le scelte ricade sulle mie spalle. Lo eserciterò con umiltà e ascoltando le ragioni di tutti. Ma non resteremo fermi a “guardarci l’ombelico” mentre l’Abruzzo si aspetta un governo efficace e pronto ad affrontare le sfide e dare le risposte che servono.
Quali obiettivi principali si pone per il mandato bis?
Dobbiamo ripartire dalla enorme quantità di finanziamenti e progetti messi in campo nella programmazione dei fondi: Pnrr, Coesione, Fesr, Fse, Psr… Ora è il tempo dell’attuazione e dei cantieri. Ci concentreremo su questo. E in sanità, faremo partire i lavori per realizzare gli ospedali e le case di comunità e aggrediremo il tema delle liste di attesa: abbiamo stanziato i fondi e avviato i progetti, misureremo presto i risultati.
E infine, quando ufficializzerà la sua nuova squadra?
Martedì mattina rivedrò la coalizione e al termine della riunione assumerò le mie decisioni. Il Consiglio regionale di mercoledì vedrà la nuova giunta e il nuovo presidente dell’assemblea.
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