Giunta, la revoca di Buttari apre la resa dei conti nel Pd

Il segretario cittadino Di Muzio attacca Luciani: «Ha metodi poco democratici» La replica del sindaco: «Attendo dal partito un nome per sostituire l’assessore»
FRANCAVILLA. La revoca dell'incarico di assessore a Francesca Buttari da parte del sindaco Antonio Luciani dà il via alla resa dei conti interna al Pd di Francavilla, che allo stesso tempo si stringe in gran parte intorno alla sua figura più autorevole. «Il metodo Luciani non ci piace e la mossa fatta con Francesca (Buttari) non fa altro che confermare le sensazioni», spiega il segretario cittadino del Partito democratico Mirko Di Muzio, «i suoi comportamenti hanno ben poco di democratico: di fatto ha messo avanti la sua linea, quella di Luisa Russo, senza dare alle altre forze di maggioranza la possibilità di esprimersi».
Nel Pd, però, questo non sembra essere l'unico problema: Francesca Buttari ha dato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco a inizio novembre e a oggi il partito non le ha ancora fornito una risposta. «Un errore che non ha fatto altro che indebolirci», lo etichetta Di Muzio. Che punta il dito contro quelle che lui definisce «correnti interne» rispondenti ai nomi di Gilberto Rapino ed Edoardo Viani. «Ci dicano chiaramente cosa vogliono fare»,afferma, «sono mesi che fanno solo ostruzionismo interno in nome di qualche gioco politico, dicendo no a tutto e non proponendo nulla. Il loro atteggiamento ci ha rallentato, ma non ci ferma. La Buttari rimane la nostra figura di riferimento e i tanti attestati di stima arrivati in questi giorni non fanno altro che rinforzare la sua posizione».
Attestati che, nel corso della giornata, arrivano da altre forze interne al Pd. «La storia della Buttari, sempre in prima linea per i diritti delle donne, parla per lei, così come parlano le decine di commenti di dissenso arrivati per la scelta del sindaco Luciani», spiega la portavoce Marta Rapa. Che parla di una «scelta incomprensibile, quella di Luciani, sbagliata nei tempi e nei modi, spiegata con un discorso che lascia trasparire logiche mirate alla prossima campagna elettorale».
Nel pomeriggio un altro messaggio è arrivato dai consiglieri Pd Tina Di Girolamo, Mario Gallo e Cristina Rapino. Per loro quella del sindaco è «una scelta grave e sbagliata, che rischia di dividere la maggioranza». E aggiungono: «Il sindaco ci faccia sapere se intende continuare a essere riferimento unitario della coalizione», prima di ribadire come il Pd non indicherà nessun nome per sostituire in giunta Buttari.
Ma Luciani va avanti per la sua strada: «Attendo indicazioni dal Pd sul nome di una donna che possa esprimere quella parte politica». E continua: «Le manifestazioni di sostegno alla Buttari confermano che la decisione presa è giusta. In difesa dell'ex assessore si sono schierate persone esterne all'amministrazione, a dimostrazione che la Buttari stesse facendo un percorso in completa autonomia». Poi rilancia: «È invece assordante il silenzio degli addetti ai lavori, eccezion fatta per Mirko Di Muzio, segretario non eletto e che mi risulta non più in carica».
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