Giunta, è ancora lite tra i partiti e Masci convoca il Consiglio

Il sindaco fissa al 19 luglio la prima seduta per il giuramento in attesa che FdI e Forza Italia si accordino sulle quote rosa
PESCARA. La telenovela “giunta” continua, nonostante l’ultimatum del sindaco (che scadeva ieri) e l’invito al senso di responsabilità che il primo cittadino ha fatto alla coalizione nei giorni scorsi. Ma tant’è. Così, per evitare di andare fuori dai tempi imposti dalla legge, Carlo Masci ieri ha convocato il primo consiglio comunale per venerdì 19 luglio alle 10 (il termine era il 22) quando, oltre al suo giuramento sono all’ordine del giorno la comunicazione dei componenti la giunta comunale e l’elezione del presidente del consiglio. E almeno c’è la prima certezza, documentata stavolta: entro il 19 luglio si conosceranno i nomi degli assessori.
In realtà a dettare i tempi è anche la scadenza che aveva indotto il sindaco a chiedere di fare tutto entro ieri, quella relativa al ricorso al Tar sul decreto sviluppo, per il quale è necessario il voto di giunta. Stando agli uffici, è possibile procrastinare anche fino a lunedì. E quindi perché rinunciare a un altro weekend per trattare e per provare a ottenere, ciascun partito, il meglio per sè?
Il primo ostacolo da superare, e su cui accordarsi con pesi e contrappesi, è l’irremovibile condizione di Fratelli d’Italia sulle quote rosa. La rivendicazione dei meloniani, ribadita anche negli incontri di ieri con il sindaco e tra coordinatori, è sempre quella: tre uomini e una donna, e non due come vorrebbe Forza Italia che punta a dividere i 4 posti previsti per le donne. Una rivendicazione, quella di FdI, motivata dal seguente assunto: Fratelli d’Italia è il primo partito come fu la Lega nel 2019. E come la Lega che cinque anni fa aveva avuto come assessori tre uomini e una donna, il vice sindaco e il presidente del consiglio, così tocca oggi a FdI. Dall’altra parte gli azzurri rispondono che Fratelli d’Italia è sì il primo partito, ma per poche centinaia di voti, e dunque il confronto con la Lega del 2019 che aveva un vantaggio di oltre 4mila voti su Forza Italia non regge. Ma gli altri non mollano. No e poi no. E rilanciano i nomi dei primi quattro più votati: Cristian Orta, Gianni Santilli, Alfredo Cremonese e Zaira Zamparelli. Una posizione ferma a cui gli azzurri fino a ieri hanno risposto con altrettanta fermezza, dicendo che i 4 assessori che toccano a ciascuno dei due partiti vanno divisi e basta, seguendo il criterio dei consensi ma anche dell’esperienza: due uomini e due donne a Fratelli d’Italia e lo stesso a Forza Italia che porterebbe Eugenio Seccia, Claudio Croce, Patrizia Martelli e Maria Rita Carota. E senza neanche l’imbarazzo di lasciar fuori il più votato Massimiliano Pignoli se, come sembra, Forza Italia andrà ad annettersi il posto conquistato da Luigi Albore Mascia con la civica Pescara Futura. A quel punto infatti, con la quinta postazione disponibile, anche Pignoli sarebbe dentro, sempre se eventuali alternative non lo convincessero a evitare il rischio di trovarsi poi fuori per qualche rimpasto. Ma è qui che Fratelli d’Italia, pur essendo il partito della prima presidente del Consiglio donna, non cede sulle quote rosa: perché dovendo mettere solo due uomini, il partito si troverebbe costretto a sfasciare una terna che sembra intoccabile: Orta il consigliere più votato, Santilli che vanta dalle regionali un credito con il partito e prima ancora con Marsilio (che in giunta ha preferito a lui la meno votata Verì) e infine Cremonese, l’assessore uscente con più preferenze. Quindi si tratta e si tratta. Sulla bilancia deleghe, commissioni e incarichi extra. Il 19 luglio l’unica certezza.

