«Già oggi il rientro dei tre abruzzesi»

8 Febbraio 2023

La Farnesina rassicura il presidente Marsilio. E il papà di Davide Tisi conferma: «Torneranno con il primo aereo per l’Italia»

Bloccati per due giorni nella hall del Park hotel Dedeman di Gaziantep, a pochi chilometri dall'epicentro del sisma. I tre abruzzesi Davide Tini, 24 anni, di Silvi Marina, Luigi Di Giovanni, 50 anni, di Pescara e Antonio Torelli, 44 anni di Miglianico, dipendenti dell'azienda abruzzese Diatec Andritz, di Collecorvino, rientreranno in Italia oggi dalla Turchia.
Negli occhi le immagini di un sisma devastante: migliaia di palazzi crollati, polvere e macerie. E la conta, dolorosa, delle vittime e dei sopravvissuti. A dare la notizia del rientro di tecnici della Diatec, è stato il presidente della Regione, Marco Marsilio, da Bruxelles.
«Sono in viaggio verso l'aeroporto di Adana da dove si imbarcheranno per rientrare in Italia», ha assicurato al Centro Marsilio. Intanto, la Croce Rossa abruzzese è pronta a partire per le zone terremotate, con le colonne mobili, appena verrà dato il via libera.
IL RIENTRO. Il presidente ha seguito, da Bruxelles, il dramma dei tre abruzzesi dal 9 gennaio scorso in viaggio di lavoro in Turchia, dove stavano montando un macchinario per la produzione di pannolini per neonati. «L'occasione è utile per ringraziare la Farnesina per l'attivazione immediata delle procedure di rientro», ha detto Marsilio, «nel tardo pomeriggio ho ricevuto dalla Farnesina questo messaggio: “Gentilissimo le confermo che i suoi tre corregionali sono in viaggio verso l'aeroporto di Adana da dove si imbarcheranno per rientrare in Italia”. I tre hanno parlato con la nostra ambasciata a Ankara: queste informazioni mi sono state confermate dalla nostra unità di crisi». Da Gaziantep ad Adana ci sono 216 chilometri, percorribili in circa tre ore e 20 minuti, considerando l'attuale situazione viaria. Giunti all'aeroporto di Adana, i tre abruzzesi si imbarcheranno sul primo volo disponibile per l'Italia.
ORE D’ANGOSCIA. «Stanno rientrando», conferma Carmine Tini, il papà di Davide, a telefono, «in serata arriveranno in aeroporto e domani (oggi ndc) saranno a casa. Sono state ore lunghissime di profonda angoscia e paura. Saperli una situazione così drammatica, con le scosse che continuano e il freddo gelido che non consente di stare fuori, mi ha fatto sentire impotente. Ma l'importante è che Davide e i suoi colleghi stiano bene: voglio solo riabbracciarlo».
Tini, ieri, non ha potuto parlare direttamente con il figlio: solo un messaggio dopo pranzo, poi il telefono si è spento per mancanza di ricarica.
Davide, Luigi e Antonio sono stati sorpresi nel sonno dalla prima, devastante, scossa di magnitudo 7,8 con epicentro a Ekimozu. Erano le 4,20 di lunedì notte, le 2 e 20 in Italia.
«Siamo terrorizzati ma salvi", le poche parole pronunciate da Davide Tini lunedì scorso a telefono, «le scosse proseguono a ritmo serrato. Siamo rimasti nella hall dell'albergo per tutto il tempo». I tre abruzzesi, come si diceva, erano in Turchia da un mese, in missione di lavoro. Stavano installando in un'azienda del posto un apparecchio della Diatec Andritz, ma sarebbero rientrati a breve in Italia.
«Alloggiamo in una zona residenziale, con molti alberghi», spiega Tini, «ma tutt'intorno c’è la devastazione tale, solo macerie».
PRONTI GLI AIUTI. Anche dall'Abruzzo partiranno aiuti per le popolazioni colpite dallla catastrofe. «C'è bisogno di tutto: generi di prima necessità, tende, coperte, sacchi a pelo e generatori elettrici, non essendoci corrente in molte zone del Paese. In questo momento siamo in fase di coordinamento», fa sapere Gabriele Perfetti, presidente della sezione Abruzzo della Croce Rossa Italiana, «la macchina dell'emergenza funziona ed è stata perfezionata. La Federazione della Croce Rossa attiva tutte le associate che, a loro volta, coinvolgono le sezioni locali, secondo le necessità. Stiamo aspettando indicazioni precise: nel frattempo, ci stiamo organizzando sotto il profilo logistico, in attesa di essere allertati per essere pronti a partire». La Croce Rossa abruzzese sta approntando un progetto di intervento che servirà a portare un aiuto mirato.
«Sappiamo, come avviene in caso di terremoto, che serviranno generi di prima necessità, cibo, acqua, detergenti, ma anche cuscini, coperte, sacchi a pelo e tende per approntare i campi. Appena saremo allertanti partiremo come accaduto per il conflitto in Ucraina», aggiunge Perfetti. «Sappiamo che nelle prime 72 ore sono necessari uomini per la ricerca: sono partire molte squadre delle consorelle straniere, poi si dovranno allestire i campi e gestirli. E noi ci saremo».
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