Gli autotrasportatori: protesta inevitabile

9 Ottobre 2021

L’appello di Facchinetti (Cna): «I parlamentari abruzzesi intervengano, i rincari sono inaccettabili»

PESCARA. «Abbiamo sollecitato i parlamentari abruzzesi affinché intervengano per scongiurare il rischio di aumento delle tariffe. Siamo preoccupati perché questa stangata andrebbe a colpire le tasche di tutti i cittadini, e non solo degli autotrasportatori». Lo dice William Facchinetti, responsabile regionale di Cna-Fita, che lancia l’allarme sull’aumento delle tariffe dell’A24 e A25 e chiede l’intervento della politica. «Stiamo assistendo a un balletto di cifre impressionante», spiega Facchinetti. «Si è partiti da un aumento del 26% di qualche giorno fa fino a un 34% di oggi. Un 8% così dall’oggi al domani, evidentemente qualcuno ha fatto male i conti. Stessa cosa dicasi per il Pef. Il Piano economico finanziario era di 3,1 miliardi di euro e adesso è lievitato a 6,3 miliardi, somme mostruose. In tutto questo, noi come associazione che rappresenta gli autotrasportatori, ma anche le imprese in generale, siamo seriamente preoccupati per una serie di motivi. Uno, perché vogliamo che le autostrade A24 e A25 siano messe in sicurezza perché sono state classificate infrastrutture a rilevanza strategica a livello nazionale. Dall’altra parte», aggiunge Facchinetti, «ci stupisce di come ci sia stata così tanta inerzia al punto da arrivare ad oggi che si continua a parlare di piano economico finanziario quando sono anni che doveva essere approvato. Auspichiamo che il decisore pubblico, che sia il commissario nominato dal Governo o il commissario ad acta nominato dal Consiglio di Stato, chiarisca quali siano i tempi, i modi e i costi per arrivare all’approvazione del piano economico finanziario e scongiurare questa stangata che andrebbe a colpire le tasche di tutti i cittadini, in particolare degli autotrasportatori che già pagano somme esose per percorrere l’A24 e A25. Un Pescara-Roma andata e ritorno si paga 100 euro e con l’aumento del 34% si arriverebbe a una cifra consistente. Il rischio», conclude, «è che se l’autotrasportatore non riesce a ribaltare quel costo sul committente, va in sofferenza l’impresa di autotrasporto; viceversa il rischio è un aggravio dei costi per la collettività. Auspichiamo che chi ha la responsabilità di gestire questa partita sappia che nuovi aumenti sono impensabili». (g.g.)