Gli infermieri: stop ai tagli negli ospedali

14 Settembre 2016

Il Nursind contesta la riorganizzazione delle strutture di Penne e Popoli: «Servono più posti letto»

PENNE. La riorganizzazione sanitaria regionale continua a far discutere. Gli ospedali di Penne e Popoli, in particolare, sono stati fortemente declassati rispetto al passato. Una riduzione pesante che non è stata affatto gradita dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, pronto a dichiarare lo stato di agitazione qualora non dovesse avere risposte soddisfacenti da Regione e Asl. «Per l’ospedale San Massimo di Penne, classificato come presidio di zona disagiata, con 42 mila utenti, riteniamo che siano insufficienti i soli due posti letto di chirurgia generale e che siano necessari altri posti letto per interventi programmati (almeno 4)», chiede la segreteria provinciale Nursind. L’organizzazione sindacale infermieristica chiede inoltre l’assegnazione di 4 posti letto di ortopedia e un potenziamento del parco ambulanze del Pronto soccorso, sia per le urgenze sia per i trasporti. «Proponiamo inoltre l’apertura di un Hospice con 10 posti letto e che il servizio di Radiologia e Laboratorio analisi sia assicurato nell’orario notturno e nei festivi con la pronta disponibilità», spiegano dal Nursind.

L’attenzione del sindacato infermieristico si è concentrata anche sul presidio sanitario di Popoli, classificato come struttura riabilitativa a valenza regionale in regime di ricovero. «Per permettere la funzionalità di tutte le attività assistenziali dell’ospedale di Popoli si ha la necessità di reinserire un ambulatorio di cardiologia, di pneumologia, di neurologia, di ostetricia-ginecologia e di pediatria», sottolinea il Nursind. Per il presidio di Popoli, inoltre, è stato chiesto un potenziamento del parco ambulanze del Pronto soccorso, l’inserimento della terapia intensiva post operatoria e della direzione medica, nonché che il servizio di Radiologia e Laboratorio analisi e Centro Trasfusionale sia assicurato nell’orario notturno e nei festivi con la pronta disponibilità. «Queste richieste sono indispensabili, considerato che il presidio sanitario di Pescara si trova già in sovraffollamento ed è incapace di soddisfare anche le richieste della popolazione del bacino di utenza di Penne e Popoli. Tutto questo ci porta a pensare che sia stato fatto in modo da indirizzare i cittadini verso l’utilizzo della sanità privata convenzionata. Riteniamo che la salute dei cittadini sia un bene primario. Se non si vedrà da parte della Regione Abruzzo e a seguire della Asl di Pescara una seria riorganizzazione sanitaria, siamo fin da ora pronti a dichiarare lo stato di agitazione e tutte quelle forme di lotta necessarie in difesa del diritto alla salute», conclude il sindaco infermieristico.

Francesco Bellante