Gli over 50 senza vaccino: in Abruzzo sono 68.734

Il richiamo di Draghi. La fascia fino a 59 anni ha risposto meno, record a Pescara
«Ora la sfida principale non è vaccinare i dodicenni o i tredicenni, ma andare a cercare tutti coloro che hanno più di 50 anni e non si sono ancora vaccinati. Sono quelli che si ammalano e si ammalano in maniera grave e quindi devono essere vaccinati. Questa è la sfida che noi oggi dobbiamo vincere». Parole del premier Mario Draghi indirizzate alle Regioni. Ma quanti sono gli abruzzesi over 50 già vaccinati e quelli che, invece, devono ancora ricevere la prima dose? In Abruzzo nella fascia dai 50 ai 59 anni si è vaccinato il 66,4%, ovvero 135.772 persone rispetto ad una popolazione complessiva di 204.506. Ciò vuol dire che devono ancora ricevere il vaccino anti Covid 68.734 abruzzesi di età compresa tra i 50 e i 59 anni.
NUMERI IN DETTAGLIO. Ma vediamo il trend nelle singole Asl. Con il 72,4% (35.315 vaccinati) è l’azienda sanitaria locale numero 4 di Teramo ad aver immunizzato finora il maggior numero di cittadini della fascia 50/59 che in tutta la provincia conta 48.739 persone. Seguono la Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila con il 67,4% (30.969 vaccinati su 45.925 persone) e la Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti con il 67,1% (39.498 vaccinati su 58.864). Ultima l’azienda sanitaria locale numero 3 di Pescara con il 58,8% (29.990 vaccinati su 50.978). In particolare, devono ricevere ancora la dose 13.424 persone nella Asl di Teramo; 14.956 in quella Avezzano-Sulmona-L’Aquila; 19.366 per la Asl Lanciano-Vasto-Chieti e 20.988 per quella di Pescara.
«NESSUNA FASCIA ESCLUSA». «È importante continuare a vaccinare tutte le fasce di popolazione», dichiara Maurizio Brucchi, referente della campagna vaccinale per la Regione Abruzzo, «dagli over 50 ai giovani. Ed è importante farlo in questa fase per arrivare a settembre avendo raggiunto l’immunità di gregge. Per quanto riguarda la fascia dai 60 ai 69 anni l’Abruzzo ha immunizzato oltre l’80% della popolazione, mentre per gli over 70 la nostra regione è al di sopra della media nazionale».
TANTA CONFUSIONE. Il presidente del consiglio è intervenuto anche in merito al caos generato dalla contraddittoria comunicazione sul vaccino AstraZeneca: «Non c’è motivo di pensare a un rallentamento. Anzi ora c’è maggiore possibilità di scelta, prima preclusa a coloro che hanno meno di 60 anni». Con una circolare dell’11 giugno, il ministero della Salute, su parere del Comitato tecnico scientifico, aveva infatti dato disposizione agli hub vaccinali italiani di effettuare il richiamo con Pfizer o Moderna (vaccini mRna) a tutti gli under 60 che avevano già ricevuto la prima dose di AstraZeneca. L’altro giorno però è arrivato il dietrofront degli esperti per cui anche chi ha meno di 60 anni e ha già ricevuto la prima dose di AstraZeneca, ora Vaxzevria, può completare il ciclo con lo stesso vaccino dichiarando di rifiutare il mix, ovvero il richiamo con un vaccino diverso a mRna (Pfizer o Moderna).
MENO DOSI FATTE. La penultima linea guida sul vaccino di Oxford non ha fatto altro che generare nuova sfiducia e nuovi timori che hanno, inevitabilmente, prodotto ripercussioni sull’andamento della campagna vaccinale, rallentandola: alcuni non si sono presentati all’appuntamento per il richiamo, mentre altri sono andati via dopo aver rifiutato il mix, ovvero la seconda dose con un vaccino diverso. Ieri in Abruzzo sono state somministrate 8.323 dosi: 2.507 in provincia dell’Aquila; 2.375 in quella di Teramo; 1.750 nel Chietino e 1.691 nel Pescarese. Ma quante sono in Abruzzo le dosi in meno somministrare in questi 9 giorni di caos e paure? Dal 12 giugno a ieri sono stai 23.217 i vaccini rifiutati o rinviati negli hub di tutta la regione rispetto al target fissato a 12.905 dosi giornaliere. Una media di 2.580 al giorno. Oltre a ieri (domenica) con 4.582 dosi in meno rispetto all’obiettivo, è nel giorno successivo alla comunicazione, il 12 giugno, che si era registrato il dato più alto con 3.285 abruzzesi che non si erano presentati oppure avevano rifiutato il mix di vaccini. Il giorno seguente erano stati 1.538, mentre successivamente il dato si era attestato tra i 2.059 di lunedì scorso e i 2.686 di venerdì. Uno scenario che ha allungato di un mese, al 24 settembre, la data per il raggiungimento dell’immunità di gregge.
RIFORNIMENTI IN ARRIVO. Per recuperare terreno si spera nelle oltre 100mila dosi (tra quelle arrivate ieri e quelle previste per giovedì) e nelle vaccinazioni che presto potranno essere effettuate anche in vacanza (per i residenti fuori regione che soggiorneranno in Abruzzo per almeno 15 giorni e prenoteranno il vaccino sulla piattaforma di Poste Italiane), nelle 150 aziende che hanno aderito all’iniziativa della Regione, nelle farmacie e dai medici di base.

