«Gli studenti? Andranno a piedi»

27 Agosto 2020

Edilizia, assunzioni e trasporti nelle scuole: i sindacati scendono in campo

PESCARA. Risposte insufficienti per la ripartenza della scuola in Abruzzo a due settimane dall'inizio delle lezioni: a sostenerlo sono i sindacati che sollevano una serie di criticità su vari fronti (trasporti, edilizia scolastica e organici) dopo due incontri tenutisi martedì scorso. Il primo al tavolo operativo di cui fanno parte rappresentanti della Regione e degli enti locali, della Protezione civile, della Croce Rossa, dei genitori e degli studenti, il secondo con i dirigenti degli Atp provinciali e il direttore dell'Ufficio scolastico regionale (Usr). «Il quadro che ne è venuto fuori», scrivono Pino La Fratta (Flc Cgil), Davide Desiati (Cisl Scuola), Antonio Di Zazzo (Uil Scuola) e Carlo Frascari (Snals Confsal), «è fortemente preoccupante. Per quanto riguarda i trasporti la situazione è al momento quella più allarmante. Arrivano segnalazioni di forti criticità in tutti i territori della regione che in diversi casi si traducono nell'impossibilità di consentire a tutti gli studenti pendolari di raggiungere le scuole. Con le regole attuali, circa le metà rischierebbero di restare a piedi».
Per quanto riguarda l'edilizia scolastica «la situazione sembra meno drammatica di quanto si paventava. I rappresentanti degli enti locali ci hanno assicurato che i lavori per l'adeguamento e il reperimento degli spazio sono in corso, e si sono impegnati a risolvere tutte le situazioni più critiche prima della ripartenza delle lezioni». Sul fronte degli organici aggiuntivi «la distribuzione dei fondi nazionali per l’Abruzzo risulta insufficiente, come da noi più volte sottolineato: dei circa 2.000 posti in più, richiesti dalle istituzioni scolastiche, solo il 40% potranno essere coperti». Visto l'esito degli incontri, i sindacati hanno espresso «una forte preoccupazione per l'enorme carico di responsabilità che rischia di essere scaricato sulle istituzioni scolastiche. Se non arriveranno per tempo adeguati organici aggiuntivi, se non termineranno gli interventi urgenti sull'edilizia scolastica e se non ci sarà una decisa svolta sui trasporti», spiegano, «le scuole avranno molte difficoltà ad organizzarsi per assicurare l'apertura il 14 settembre nel pieno rispetto del protocollo sicurezza e delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico». C’è poi il problema dei test anti-Covid ai docenti che in Abruzzo non decollano.
Il direttore generale dell'Usr, Antonella Tozza, ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici per dare la più ampia diffusione possibile, tra il personale docente e non, delle comunicazioni sulla modalità per effettuare, gratis e su base volontaria, i test sierologici in applicazione del protocollo del Miur per garantire l'avvio dell'anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza. La campagna, che sulla carta sarebbe cominciata lunedì scorso, terminerà il 7 settembre. Ma i presidenti dei quattro Ordini dei medici d’Abruzzo hanno dichiarato due giorni fa al Centro che i kit dei test non sono ancora disponibili. E nel frattempo si viene a sapere che in alcune regioni che hanno già avviato lo screening emergono positività di docenti ai test. È il caso dell’Umbria dove gli insegnati risultati contagiato sono già venti. (c.s.)