«Grazie per Matteo a medici e carabinieri»

SPOLTORE. «Vogliamo ringraziare, e con noi nostra figlia Federica, tutte le persone, parenti e amici, che ci sono stati accanto in questi giorni di sofferenza». A parlare, la voce rotta dalla...
SPOLTORE. «Vogliamo ringraziare, e con noi nostra figlia Federica, tutte le persone, parenti e amici, che ci sono stati accanto in questi giorni di sofferenza». A parlare, la voce rotta dalla commozione, segnati da un dolore devastante che sferza l’anima, sono Lucio Santucci e Patrizia Rossi, la mamma e il papà di Matteo, il ragazzo morto venerdì dopo due giorni di coma nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Pescara, dove era stato ricoverato in condizioni disperate per le ferite riportate in un incidente avvenuto mentre era in sella alla sua moto, sulla strada per Catignano. Non si sono sentiti soli, Lucio e Patrizia, nei giorni bui della fine del loro ragazzo. Ci tengono a esprimere gratitudine verso tutte le persone che sono state presenti, stringendoli in un affettuoso abbraccio, e li hanno accompagnati nella tragedia più grande che possa colpire un genitore. «Un ringraziamento speciale va all’Arma dei carabinieri di Catignano e alla Rianimazione di Pescara», le parole di mamma Patrizia e papà Lucio e della sorella 19enne di Matteo, Federica, «In reparto abbiamo trovato un’équipe straordinaria, dal primario, il professor Tullio Spina, al dottor Giuliano Mascitelli, a tutti i medici e infermieri, esempi di grande umanità e professionalità. Per far capire meglio il nostro pensiero, citiamo una frase di papa Giovanni Paolo II, «la grandezza del lavoro è all’interno dell’uomo». La famiglia Santucci ringrazia anche «le amministrazioni comunali di Spoltore e Moscufo, e le associazioni che in segno di solidarietà verso la nostra sofferenza hanno interrotto alcune manifestazioni sportive». Matteo ha donato gli organi, il più grande atto d’amore e di generosità nel momento più doloroso per un padre e una madre. Prelevati dalla salma del 25enne, i polmoni sono andati a Siena, il fegato a Roma e i reni a L'Aquila.
Gabriella Di Lorito
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