Green pass e mascherine, nuove regole

Ma per l’Iss aumenta il livello di rischio per la nostra regione. Oltre 57mila persone sono attualmente colpite dal Covid
Alla fine è arrivato il grande giorno della fine dell’obbligo del Green pass e dell’allentamento nell’uso della mascherina. Da oggi, infatti, sono in vigore le nuove regole nazionali. Che arrivano però proprio nel giorno in cui l’Istituto superiore di Sanità riporta l’Abruzzo dalla fascia di rischio “basso” a quella di rischio “moderato”. Lo fa segnalando un’allerta per la nostra regione, quella sul trend in aumento dei casi e delle ospedalizzazioni.
Il bollettino di ieri, del resto, conferma la crescita. Con i nuovi 1.832 contagi, infatti, il numero di abruzzesi attualmente positivi sale a 57.137. Come sale anche il numero dei pazienti ricoverati: 337 nei reparti ordinari (+10 in 24 ore) e 11 in terapia intensiva (+2). Ci sono anche altre quattro vittime delle complicanze del Covid: tre nel Chietino e una fuori regione. Il Chietino è anche la provincia che ha fatto registrare più casi in assoluto nelle ultime 24 ore: ben 635.
Vediamo quali regole cambiano a partire da oggi.
DOVE SPARISCE IL GREEN PASS
Innanzitutto oggi sparisce del tutto il Green pass “base”, quello che si poteva ottenere anche con il semplice tampone negativo. Quindi non lo si dovrà più mostrare sul lavoro (solo il personale sanitario avrà ancora limitazioni), per consumare nei bar e nei ristoranti, così come per accedere agli spettacoli all’aperto e agli stadi. Il certificato verde base non servirà più anche per salire sui mezzi del trasporto pubblico a lunga percorrenza, come aerei, treni, pullman turistici o interregionali, navi e traghetti.
Allo stesso modo, da oggi non serve più il super Green pass – quello “rafforzato” che si ottiene solo con vaccino o guarigione – per accedere alla stragrande delle strutture e delle attività in cui era richiesto, cioè tutte quelle che non rientrano nel sistema sanitario. Non lo si dovrà più mostrare quindi al cinema e al teatro, ma anche nei centri benessere, nelle palestre e nelle piscine al chiuso e nei palasport, nei convegni e nei congressi, nei centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso. Non servirà più anche per accedere alle feste, alle sale da ballo e alle discoteche, come nelle sale gioco, nelle sale scommesse e nei casinò.
QUALI RESTRIZIONI RESTANO
Il super Green pass resiste quindi solo ed esclusivamente per due casi specifici: per l’accesso al proprio lavoro da parte del personale sanitario e per i visitatori che vogliono entrare negli ospedali e nelle residenze Rsa. Non ci sarà comunque l’obbligo (come non è previsto anche attualmente) per i degenti e per chi si reca nelle strutture sanitarie per motivi di salute.
Resta inoltre l’obbligo vaccinale. Innanzitutto per il personale sanitario fino a fine anno. Ma fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale anche per il personale della sicurezza e della difesa e per quello della scuola, che però è già potuto tornare a lavorare. Stesso discorso per tutti gli over 50. Per tutte queste categorie, resta il rischio di una multa da 100 euro. Resta in vigore anche l’isolamento per i positivi.
In alcuni casi resta l’obbligo di indossare la mascherina.
DOVE SERVONO LE MASCHERINE
Da oggi la mascherina non è più obbligatoria al chiuso, ma con diverse eccezioni che resteranno in vigore fino al 15 giugno prossimo. Dove non più richiesta, resta comunque solitamente raccomandata in caso di assembramenti.
Nei mezzi di trasporto pubblico, però, le regole per ora non cambiano: resta l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2. Nessun allentamento anche in teatri, cinema e locali di intrattenimento come le discoteche, dove serve ancora la Ffp2. Stessa cosa vale per assistere a competizioni sportive al chiuso, quindi soprattutto nei palazzetti dello sport.
Anche nelle strutture sanitarie, dagli ospedali alle case di riposo, bisognerà continuare a indossare una mascherina. Così come all’interno delle scuole. Nelle chiese, invece, i vescovi della Cei continuano a raccomandarla anche se non più obbligatoria.
L’obbligo della mascherina scompare invece dai luoghi di lavoro, dove resta solo raccomandata, ma il datore di lavoro potrà comunque imporla ai propri dipendenti.
Non ci sarà più bisogno della mascherina – se non portarla con sé per usarla in caso di assembramenti – in bar e ristoranti, ma anche negozi, centri commerciali e uffici pubblici.

