Green pass , la durata sarà un anno

Domani la decisione. E il Tar respinge il ricorso contro il certificato nelle scuole
PESCARA. C’è una novità per quanto riguarda il Green pass. Si va verso la proroga a 12 mesi. Domani il Comitato tecnico scientifico si riunirà per esaminare la richiesta in tal senso del ministro della Salute, Roberto Speranza. La modifica è prevista in occasione della conversione in Aula alla Camera del decreto del 6 agosto: l’esecutivo dovrebbe presentare un emendamento per l’estensione del certificato verde.
C’è molta attesa per la decisione del Cts che, come si diceva, si riunirà per decidere di prorogare la durata del Green pass fino a un massimo di un anno a partire dalla somministrazione della seconda dose. Ma c’è anche un altro tema in cantiere ed è quello di uniformare la validità del Green pass per tutti, anche per i guariti: in questo caso il calcolo della scadenza avverrebbe dal momento delle dimissioni per chi è stato ricoverato in ospedale. Il via libera del Cts viene comunque dato per scontato. E questo perché lo stesso coordinatore del Comitato tecnico scientifico, il docente di Pediatria a Pavia Franco Locatelli, ha dichiarato che: «L’ipotesi di estensione a 12 mesi del Green pass è più che ragionevole, anche alla luce della progressiva acquisizione di informazioni sulla durata della risposta vaccinale. Le prime vaccinazioni nel mondo sono iniziate circa 10 mesi fa. Non essendoci oggi evidenza che vi sia una sostanziale perdita dell’effetto protettivo offerto dall’immunizzazione nei primi vaccinati, la scelta di prorogare la scadenza a 12 mesi trova una solida base».
Intanto il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione cautelare urgente del decreto legge con il quale, il 6 agosto scorso, è stato previsto che tutto il personale scolastico e universitario dovrà possedere e sarà tenuto a esibire la certificazione verde Covid-19. Stessa cosa per la disposizione secondo la quale il mancato rispetto di tale obbligo sarà considerato assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro sarà sospeso.
La motivazione: «La natura dell’atto impugnato, ascrivibile al novero delle fonti normative primarie, determina l’inammissibilità del ricorso, non consentendo l’ordinamento – in virtù del principio di separazione dei poteri – l’impugnazione diretta di atti aventi forza di legge».( l.c.)

