Grillo azzera i big del Movimento

Ricandidature, niente ripensamenti: stop dopo 2 mandati. “Veterani” a rischio
ROMA. La regole dei due mandati non conosce né deroghe né cancellazioni. È Beppe Grillo in prima persona, via blog, a negare qualsiasi tipo di ripensamento su una delle regole auree del codice del M5s. Regola sulla quale il Movimento ha posto uno dei pilastri del suo storytelling ma che, con i pentastellati al governo di alcune importanti città e con le politiche ormai all’orizzonte, pone più di un grattacapo ai vertici.
In ossequio al massimo di due mandati previsto dal Non-Statuto, il Movimento ben presto rischia infatti di vedere già finita la carriera di alcuni suoi big, inclusa quella delle sindache Virginia Raggi e Chiara Appendino, alla guida di Roma e Torino dopo una legislatura fatta all’opposizione in Consiglio comunale. E quindi, di fatto, non più ricandidabili, secondo la regola ribadita da Grillo, né in Comune né in Parlamento.
Un nodo che il Movimento dovrà affrontare già alle amministrative di giugno quando si voterà in Comuni dove, già cinque anni fa, esponenti penstatellati furono eletti. Grillo è netto: «Una delle regole fondanti è quella dei due mandati elettivi a qualunque livello. Consigliere comunale, sindaco, consigliere regionale, parlamentare nazionale ed europeo. Questa regola non si cambia né esisteranno mai deroghe ad essa», sottolinea il leader 5Stelle citando Gianroberto Casaleggio: «Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli». Il nodo però resta e alcuni iscritti, commentando il post del leader M5S, ne sottolineano gli effetti collaterali. Tanto che non molto tempo fa, quando le politiche sembravano ben più vicine, c’era chi, tra i pentastellati, parlava dell’idea di un “pit stop” per una parte dei parlamentari. La regola, tuttavia, adesso trova una nuova blindatura da Grillo mentre, dopo gli incontri tra Davide Casaleggio e i deputati, il Movimento accelera sulla messa a punto del programma da mettere al voto in Rete.
Intanto da Mosca, il numero due di Russia Unita (il partito di Vladimir Putin), Sergei Zheleznyak, smentisce un prossimo accordo bilaterale con il Movimento 5Stelle.

