Grosso pericolo scampato per raccolte di olive e uva

2 Ottobre 2024

Coldiretti: preoccupazione per i settori che erano già in particolare difficoltà Il direttore Celestino: «Subito al lavoro per eventuali sostegni alle aziende»

CHIETI. Il mondo dell’agricoltura tira più di altri un grosso sospiro di sollievo dopo le rassicurazioni dell’Arta: la rete di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area metropolitana tra Chieti e Pescara non ha registrato, in seguito all’incendio che ha devastato lo stabilimento della Mag.ma, superamenti dei valori limite per la protezione della salute umana. «Fin dalle ore immediatamente successive al rogo», spiega Luca Celestino, direttore di Coldiretti Chieti, «siamo stati tutti in attesa di notizie ufficiali da parte dell’Arta e della Asl, come siamo stati allarmati dalle inevitabili ordinanze che i Comuni, comunque giustamente, emettono in questi casi a tutela della salute dei cittadini. Del resto non può essere altrimenti in questi casi».
Il rogo alla Mag.ma, dove già nel 2009 si era sviluppato un incendio di proporzioni rilevanti, ha messo in allerta, in particolare i settori dell’ortofrutta e soprattutto quelli dell’olivicultura e della viticoltura, più impegnati di altri in questo periodo per loro cruciale e già alle prese con situazioni a dir poco difficili. «Veniamo da una stagione di siccità dovuta alla carenza idrica», ricorda Celestino, «ed è naturale che le aziende che si preparano alla raccolta delle olive proprio in questi giorni stiano con il fiato sospeso, essendo già alle prese con le ripercussioni del caldo eccessivo sul raccolto e con il rischio di restare bloccati con investimenti già fatti, come ad esempio quelli sulla manodopera. Non meno preoccupato è chi ha a che fare con la vendemmia “tardiva”, come quella del Montepulciano. Come noto», ribadisce Celestino, «l’anno scorso questo settore ha registrato un crollo del 70% del raccolto a causa della peronospora, e quest’anno già si stima un calo del 40% dovuto alla siccità. Aggiungere a tutto questo anche un blocco prolungato, dovuto alle conseguenze dell’incendio, rappresenterebbe un grosso problema davvero difficile da affrontare».
Problema che comunque la Coldiretti ha già preventivamente iniziato a prendere di petto. «Subito ci siamo messi in moto insieme ai colleghi di Pescara», riferisce il direttore di Coldiretti Chieti, «vista l’inclusione di molti centri della provincia confinante nell’area interessata dall’incendio. Ci siamo confrontati già nella mattinata di oggi (ieri per chi legge, ndr) con gli organismi nazionali e c’è tuttora un contatto in corso con l’osservatorio nazionale della nostra confederazione, per studiare eventuali misure di sostegno nel caso possano esserci problemi persistenti che possano incidere sulle raccolte di questi giorni. Ci auguriamo che non ce ne sia bisogno», chiosa Celestino, «ma, in caso contrario, dobbiamo farci trovare pronti a fornire tutto il sostegno necessario al settore».
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