Guardia medica a mezzo servizio, il sindaco chiama la Asl

27 Giugno 2021

CARAMANICO . Sta generando sconcerto tra gli utenti del servizio di guardia medica notturna e festiva presente a Caramanico, l’avviso apposto all’ingresso della struttura che lo ospita, scritto a...

CARAMANICO . Sta generando sconcerto tra gli utenti del servizio di guardia medica notturna e festiva presente a Caramanico, l’avviso apposto all’ingresso della struttura che lo ospita, scritto a mano con pennarello su cerotto, in cui si dice che la Asl di Pescara non ha rinnovato il servizio ambulatoriale.
«In sostanza», spiega il sindaco Luigi De Acetis, «la guardia medica è regolarmente presente nei locali dell’ambulatorio, ma non può procedere all'accettazione di pazienti esclusivamente per motivi contrattuali con la direzione della Asl, e non, come si era paventato in paese, a causa del diffondersi della pandemia da Coronavirus». La segnalazione è arrivata al sindaco da un concittadino che aveva necessità del servizio e al citofono si è sentito rispondere che non vi era la possibilità di eseguire servizi ambulatoriali. «In sostanza», sottolinea De Acetis, «la guardia medica potrebbe effettuare solo visite domiciliari. Il paradosso è che altri utenti che hanno avuto necessità in altre occasioni successive alla prima segnalazione, sono stati fatti entrare e visitati regolarmente». La questione sembrerebbe interessare da qualche tempo l’intero territorio della Regione Abruzzo e sarebbe legato al mancato riconoscimento di una indennità di rischio richiesta dai medici in servizio.
Il sindaco De Acetis ha chiesto chiarimenti ai responsabili della Asl e «dai primi riscontri verbali», riprende il primo cittadino, «sembrerebbe che, perlomeno, il cartello affisso all’ingresso, non sarebbe stato autorizzato da nessuno. In ogni caso ho chiesto ufficialmente al direttore sanitario della Asl di Pescara, Antonio Caponnetti, e per conoscenza all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, chiarimenti a riguardo e soprattutto alla possibilità di garantire la piena funzionalità e disponibilità del servizio, considerando che esso è a servizio degli utenti, oltre che di Caramanico Terme, anche di Salle e Sant’Eufemia a Majella». «Un residente», continua De Acetis, «avrebbe sicuramente un certo disagio a doversi recare ad un pronto soccorso (Popoli o Chieti i più vicini) per una situazione sanitaria di lieve entità, in più genererebbe anche un affollamento dei centri d’emergenza per situazioni che magari potrebbero essere risolte ambulatorialmente». «Il nostro paese», conclude, «già vive difficoltà legate alla crisi delle Terme e sopportare ulteriori disagi ci sembra un ulteriore colpo alla dignità di chi vive in aree interne. Confidiamo in una soluzione positiva della questione». (w.te.)