Guardia medica, utenti sempre più insoddisfatti

4 Dicembre 2018

Francavilla, la mancanza di assistenza supplementare attraverso un ambulatorio crea malumore, ma i medici rischiano di dover restituire le indennità alla Asl

FRANCAVILLA AL MARE. Torna a far discutere il servizio offerto dalla guardia medica di Francavilla, ritenuto insufficiente da un gran numero di utenti che tra pubbliche denunce e social network manifestano il loro disappunto per prestazioni non assicurate e telefonate rimaste inascoltate. Ma, per comprendere le ragioni che hanno portato all'attuale situazione, occorre andare per gradi.
Come prima cosa bisogna ribadire che attualmente la guardia medica assicura il servizio così come previsto dal contratto nazionale, intervenendo laddove lo ritiene opportuno, anche a domicilio, o rinviando i pazienti al medico di base o al pronto soccorso. Quello che in molti lamentano però, è la mancanza di un servizio ambulatoriale che, come sottolineato da un cartello affisso all'ingresso della struttura, qui non viene svolto. Lo stesso ribadisce ancora una volta che le uniche prestazioni assicurate sono le visite domiciliari, urgenti e non differibili. Tuttavia, a lasciare disorientati i pazienti è stato l'ultimo periodo di ribaltoni, il quale ha scombussolato anche il personale sanitario che opera nella struttura. Fino a qualche mese fa, a fronte di un'indennità di rischio riconosciuta a livello regionale, la guardia medica offriva, in aggiunta ai servizi garantiti dal contratto nazionale, una sorta di assistenza supplementare. Poi però tutto è cambiato. La Corte dei conti ha bloccato questo procedimento, costringendo la Regione non solo a sospendere le indennità, ma a richiedere anche quelle già concesse. A questo punto la direzione locale della Asl ha pensato all'istituzione di ambulatori, a partecipazione facoltativa, dove i medici avrebbero prestato servizio per giustificare le indennità percepite. Nel frattempo però, i sanitari, evidentemente scontenti per la situazione che si era venuta a creare, hanno da un lato iniziato un periodo di agitazione interna e dall'altro intrapreso le vie legali. Dopo la sentenza di primo grado, che dava ragione ai medici garantendogli il diritto di trattenere l'indennità percepita per il servizio svolto, il progetto ambulatorio era divenuto inutile, tanto da essere accantonato. Ma in appello il giudice ha ribaltato la decisione, imponendo la restituzione delle indennità oggetto della discordia. E ad oggi la situazione è ferma così. Il progetto ambulatorio è rimasto in cantiere, i sanitari che operano come guardia medica rischiano di dover restituire un'indennità ricevuta per un servizio svolto - salvo che non intervenga una nuova pronuncia giudiziale -, ma soprattutto gli utenti si trovano a fare i conti con un servizio che se prima era più elastico adesso è reso rigido dalla chiusura dei rubinetti e dalla richiesta di restituzione delle somme elargite.