Guida alpina, sub, turisti e fumatori nell’esercito di chi non resta a casa

PESCARA. Multe fino a 206 euro e tre mesi di reclusione, salvo casi ben più gravi che contemplano un massimo di 12 anni di carcere. È ciò che si rischia per uscite illegittime o assembramenti vari....
PESCARA. Multe fino a 206 euro e tre mesi di reclusione, salvo casi ben più gravi che contemplano un massimo di 12 anni di carcere. È ciò che si rischia per uscite illegittime o assembramenti vari. Eppure tutto ciò non basta a scoraggiare comportamenti ritenuti pericolosi per la salute altrui. Così anche ieri sono fioccate denunce nelle quattro province abruzzesi – una settantina in totale – dove i controlli delle forze dell’ordine sono stati intensificati. Centinaia gli automobilisti fermati. Due uomini e una donna sono finiti nei guai per procurato allarme.
VOGLIA MATTA DI MONTAGNA. A Pietracamela i carabinieri forestali hanno denunciato una guida alpina di Roma che accompagnava due persone a fare un’escursione in montagna. Nel Teramano sono state trenta le denunce complessive a seguito dei controlli sugli spostamenti degli utenti della strada. I fermati erano tutti provenienti da comuni diversi da quelli di residenza, senza che nessuno di loro avesse motivazioni valide quali il rientro al proprio domicilio o esigenze lavorative.
TURISMO VIETATO. Arrivano da Ovindoli le prime denunce nell’Aquilano per violazione alle disposizioni al tempo del coronavirus. I carabinieri hanno segnalato tre persone che girovagavano in paese senza un valido motivo. Si tratta di villeggianti romani, proprietari di seconde case nella zona. Il sindaco Simone Angelosante, anche consigliere regionale, tuona: «Chi non è residente e non può dimostrare di essere arrivato a Ovindoli prima dell’entrata in vigore del decreto è soggetto a denuncia penale. Non è che venendo da Roma ad Ovindoli si è al sicuro. Siamo al sicuro solo se rispettiamo le regole». Nella Marsica alcuni ciclisti e camminatori amatoriali sono stati sorpresi in strada e rimandati a casa dalla polizia stradale, senza alcun provvedimento. Diversi i posti di blocco anche all’Aquila.
PESCATORI NEI GUAI. Due uomini di origine campana sono stati fermati nel Vastese con un carico di pesce (15 chili di polpi e 5 di cernie). Non avendo fornito la documentazione che giustificasse l’arrivo da fuori regione del pescato, entrambi sono stati denunciati. Il pescato e l’attrezzatura per l’attività subacquea sono stati sequestrati.
IL FUMO FA MALE. Ne sanno qualcosa due uomini di Francavilla, usciti per comprare ricariche delle sigarette elettroniche, e beccati dalle forze dell’ordine: per loro denuncia e multa. Nel Chietino sono state oltre 30 le denunce. Nell’elenco, tre persone, una delle quali alla guida senza mai aver conseguito la patente, arrivate fino a Guardiagrele per fare una passeggiata notturna, mentre a San Giovanni Teatino due coniugi di Pescara sono stati sorpresi nei pressi del Bocciodromo. Altre tre persone, appena scese dall’autobus a Chieti, provenienti da Città Sant’Angelo, erano intenzionate a fare un giro in città.
FALSI ALLARMI VIRALI. Tre i casi in un solo giorno. Sempre nel Chietino, un giovane è stato denunciato per procurato allarme: nell’intento di indurre le persone a restare a casa, ha diffuso un messaggio vocale affermando l’esistenza di un focolaio di contagi in un paese della zona. Il messaggio è diventato virale nel giro di una serata seminando il panico. Così come virale era diventata una falsa notizia riportata sui social da una donna di Anversa degli Abruzzi. Un 45enne di Chieti, infine, ha fatto vivere giorni d’angoscia ai familiari dopo aver mandato sms dove annunciata propositi suicidi. Rintracciato a Guardiagrele, è stato denunciato per procurato allarme e per le violazioni al decreto “Io resto a casa”.
NO ALLA SPESA FUORI COMUNE. I carabinieri della compagnia di Penne hanno bloccato e denunciato tre persone che sono partite da Civitaquana per raggiungere Pescara, sullo stesso mezzo. Avevano intenzione di trascorrere qualche ora nel capoluogo adriatico per fare la spesa ma i militari hanno imposto l’alt ai tre e li hanno segnalati all’autorità giudiziaria. A Pescara i controlli eseguiti in questi giorni dalla polizia municipale sono stati 250, in tutto, e sono stati circa venti le autocertificazioni raccolte. Le pattuglie della municipale sono presenti anche ai confini con Pescara, Montesilvano e Francavilla, per gli accertamenti su chi si sposta da un comune all’altro. Ma non sono state rilevate situazioni anomale.
LOTTA ALLE SPECULAZIONI. La Guardia di finanza, così come assicurato dal generale di brigata Gianluigi D’Alfonso, comandante abruzzese, continua l’attività di contrasto a truffe e speculazioni. A Pescara rischia la sospensione dell’attività la parafarmacia Farmaternum di via Pepe che ha venduto le mascherine a prezzi esorbitanti, fino a 49 euro l’una, e una boccetta di gel disinfettante a 14 euro, cioè il 500% in più rispetto al prezzo di mercato. La titolare non è stata in grado di dimostrare l’origine e la provenienza della merce, che è finita sotto sequestro: per i finanzieri il materiale potrebbe essere stato acquistato on line in Cina. La responsabile dell’attività è stata denunciata per i reati di ricettazione e manovre speculative su merci (sono previste la reclusione fino a otto anni e multe fino a 25mila euro). Le mascherine poste in vendita sarebbero state complessivamente 200, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle. L’attività ha ricevuto anche l’ispezione dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas). I militari hanno scoperto così che nel magazzino della parafarmacia di via Pepe erano conservati rifiuti sanitari speciali in modo pericoloso, per cui è stato sollecitato l’intervento dell’Asl.
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