Ha un malore in mare, trovato morto dopo due ore

Un 67enne pescarese è stato visto entrare in acqua alle 7 per pescare le telline. Poco dopo le 9, l’allarme di un nuotatore. La corrente l’aveva già spinto all’altezza del pennello di scogli quando è stato ripescato dai bagnini
PESCARA. Alle 7 ieri era già in mare per prendere le telline, come era solito fare quasi ogni mattina in corrispondenza dello stabilimento Pepito Beach, ma a causa di un probabile malore, a riva non è più tornato e intorno alle 9.20 è stato ritrovato, ormai privo di vita, all’altezza della barriera frangiflutti che si trova al confine con le Hawaii, da due bagnini in servizio per Angeli del Mare Rescue Italy. Si tratta di R.R., 67 anni di Pescara. I soccorsi arrivati sul posto subito dopo l’allarme non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul posto anche la Guardia Costiera, che si è occupata degli accertamenti.
A lanciare l’allarme è stato un bagnante. Stava nuotando e ha notato l’uomo con il corpo riverso in acqua. E così ha avvisato subito i bagnini. Racconta uno di loro, Leonardo Camerano: «Insieme con due colleghi, Emanuele Mascitelli e il nostro responsabile di zona Luca Mammarella ci siamo subito attivati per il recupero. L’uomo si trovava alla punta del pennello, per l’esattezza, tra Pepito Beach e lo stabilimento Hawaii, in un punto in cui si tocca. Io mi sono posizionato in piedi sulla barriera e i colleghi hanno raggiunto il 67enne con il moscone. Ho contattato subito la Guardia Costiera, che poi ha chiamato il 118. Sotto il coordinamento degli uomini della Guardia Costiera e la collaborazione di un altro assistente bagnante della Lifeguard, Abbiamo riportato a riva il corpo dell’uomo ritrovato supino in mare. Purtroppo i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. L’uomo era morto già da un po’ di tempo. Sarà stato trascinato dalla corrente mentre pescava le telline. Noi solitamente arriviamo alle 9 in spiaggia per iniziare il nostro servizio, quindi non sappiamo cosa è accaduto prima. Il bagnante ci ha avvisati e ci siamo attivati immediatamente, ma era ormai troppo tardi».
Il 67enne era solito fare il bagno e praticare l’attività di piccola pesca in quella zona la mattina presto e ieri mattina è stato avvistato fin dalle 7, così come riferisce Massimo Troiani, titolare del Pepito Beach. «Era un cliente abituale», dice, «e stamattina (ieri ndr) alle 7 era già in acqua. Frequenta il nostro stabilimento da anni. Non posso che esprimere profondo dispiacere per quanto accaduto. La moglie, tra l’altro era molto preoccupata perché non lo vedeva più. Poi è arrivata la terribile notizia e la conferma da parte dei soccorritori». Altri tre decessi si sono verificati, dall’inizio dell’estate fino ad oggi, in spiaggia.
Il 26 giugno un uomo stava trascorrendo qualche ora in spiaggia con sua moglie quando è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo. Si tratta di un turista aquilano, 81 anni di Ortucchio, falegname in pensione e con qualche problema di salute, che anche quest’anno aveva scelto l’hotel Club Le Nazioni per le sue vacanze al mare, insieme con la moglie. E pochi giorni prima, sempre a Montesilvano, a perdere la vita in spiaggia è stato un uomo, di 83 anni, della provincia di Bari, anche lui in vacanza nella città adriatica, non con la famiglia ma con un gruppo di suoi corregionali. A inizio giugno un 60enne è morto dopo un’ora di rianimazione in spiaggia, sempre a Montesilvano, e poi in ospedale. Si era sentito male sotto la palma. Anche per oggi, a Pescara, si prevede un’altra giornata da bollino rosso.
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