Ha visto amici tornati dall’Asia
Lo rivela al Centro la sorella: voglio sapere perché è morto, abbiamo presentato l’esposto
ORTONA. «Sto cercando di ricostruire la vita di mio fratello nell’ultimo periodo, per quanto nelle mie possibilità, e so che ha avuto contatti di recente con persone tornate dalla Thailandia». A raccontarlo è Errica Mascitti, la sorella di Maurizio. Come tutta la famiglia non si capacita della morte del 58enne, risultato poi positivo al test del coronavirus. Al dolore per la scomparsa prematura dell’uomo, si associa la preoccupazione per possibili altri contagi, tanto che la Asl è a lavoro per definire il quadro dei contatti dell’uomo. E la sorella rivela che tra gli incontri che il 58enne ha avuto negli ultimi tempi - e che potrebbero essere numerosi per via del suo lavoro da barista -, spuntano degli amici di ritorno dal sud est asiatico.
Inoltre dopo il decesso i familiari della vittima hanno presentato un esposto mirato a far chiarezza sulle cause della morte e se questa potesse essere in qualche modo evitata. La denuncia ha fatto scattare una inchiesta per omicidio colposo e, dagli accertamenti sulla salma, è emerso il contagio. «Mio fratello non presentava la classica sintomatologia di cui si parla per il coronavirus», racconta la donna.
«Solo nei giorni precedenti aveva avuto la febbre, seguita poi da uno stato di spossatezza». Si è quindi rivolto al medico curante che «non ha riscontrato problematiche a livello di bronchi», sostiene.
Tuttavia la debilitazione sembrava non convincere e pertanto è stato chiamato il 118 per ulteriori verifiche sullo stato di salute. «Mercoledì è stato visitato e la temperatura corporea era di 36,5°», continua Errica Mascitti. La notte successiva c’è stata però la tragedia: «Quando mi hanno avvisata sono corsa da mio fratello, sono stata io a fare il massaggio cardiaco per diversi minuti, ma tutto è risultato vano. Maurizio era morto». Nemmeno l’arrivo del 118 ha evitato il decesso.
I familiari ora vogliono andare in fondo alla vicenda ed a questo è mirato l’esposto che ha spinto il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ad aprire un’inchiesta per omicidio colposo: «Vogliamo chiarezza, abbiamo subito voluto che venissero fatti gli accertamenti del caso per capire cosa è successo, anche se mio fratello nessuno me lo ridarà», dice Mascitti. «Io mi sono messa in quarantena già da giorni, prima ancora dei risultati del test per il coronavirus effettuati su Maurizio», continua. Una precauzione in attesa dei risultati che purtroppo hanno confermato quelli che prima erano solo dei sospetti: «Adesso io e i miei familiari siamo chiusi in casa», aggiunge Errica, «ognuno nelle rispettive abitazioni».
Ovviamente i timori ci sono: «Non solo per noi ma per tutta la comunità», rivela la donna. «Maurizio negli ultimi giorni non aveva lavorato al bar, in casa viveva con mia madre e mia sorella. Personalmente con mio fratello scambiavo i turni al bar o pranzavo con lui la domenica». (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

