Hacker, l’attacco partito dall’Arabia

La polizia postale indaga dopo l’oscuramento del sito del Comune: decine di domini colpiti, non è un’azione contro Montesilvano
MONTESILVANO. Sarebbe arrivato dall’Arabia o da un paese del Nord Africa l’attacco hacker al sito Internet del Comune di Montesilvano intorno alle 23 di martedì notte. Ma dietro non ci sarebbe la mano dell’Isis. A mandare in tilt il sito comunale e altre decine di siti di amministrazioni pubbliche abruzzesi, i siti delle terme di Caramanico e di Popoli e del pastificio Regal di Pineto, potrebbero essere stati degli attivisti politicizzati o addirittura solo un gruppetto di ragazzini con il pallino della tecnologia. Sta di fatto che, ieri mattina, in municipio sono arrivati gli investigatori della polizia postale di Pescara che hanno avviato gli accertamenti sul messaggio comparso al posto dell’home page con il sottofondo di una preghiera del Corano in arabo. Il primo responso conferma che non sarebbe un attacco contro Montesilvano ma un’azione messa a segno a caso da un gruppo di hacker nascosto dietro la sigla Anonymous Arabe. Niente di troppo segreto tanto che l’organizzazione ha rivendicato l’azione sulla propria pagina Facebook e annunciato che «la catena non è ancora finita». Dopo un buio durato 9 ore, i siti sono tornati in funzione.
Questo il messaggio lasciato dagli hacker sui siti nel mirino: «Saluti mondo, siamo l’esercito cibernetico di Anonymous Arabe e siamo qui solo per mandare un messagigio! Siamo musulmani e orgogliosi. Il Corano è il nostro libero, crediamo in Allah e lavoriamo per Allah. Morte a Israele, Palestina libera, Gerusalemme è nostra. Aspettateci ancora». Poi, su Facebook, gli stessi hacker hanno pubblicato l’elenco dei siti colpiti, tutti accomunati da un identico errore di programmazione che ha consentito di manipolare la copertina e oscurarla con la foto d’impatto e le scritte in arabo.
In città l’azione degli hacker è stata accolta tra risate, satira e senza alcuna preoccupazione: non c’entrano niente le ultime decisioni della giunta Maragno sulla gestione dei profughi e sullo sgombero minacciato nei confronti dei nordafricani di via Ariosto. Per i poliziotti della Postale su questo non si discute: almeno, finora, i terroristi islamici non ce l’hanno con i montesilvanesi. Il Comune ha dovuto presentare una denuncia e i poliziotti, diretti dalla dirigente Elisabetta Narciso e dal vice Gianluca De Donato, cercheranno di risalire la catena fino al computer dal quale è partito l’attacco. L’indagine è coordinata dalla procura distrettuale Antimafia dell’Aquila,
Ma si è già capito che non si tratta di un attacco sofisticato: secondo gli esperti, anche dei ragazzini amanti dell’informatica avrebbero potuto trovare i bachi nel sistema fotocopia e mandare in blocco il sito del Comune e tutti gli altri, compreso quello del tartufo lucano e della Pro loco Le Torri di Chiaromonte.
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