Hiv, diecimila test in 3 anni La Asl punta alla diagnosi

2 Dicembre 2017

Dal 2014 ad oggi mille persone in Abruzzo positive, anche per epatite e sifilide Il reparto di Malattie infettive di Pescara: bisogna aumentare i controlli

PESCARA. Più test e più diagnosi. Nella giornata mondiale dell’Aids la Asl di Pescara, con l’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale Spirito Santo, traccia un bilancio del lavoro svolto fino ad oggi e si propone nuovi traguardi e nuovi obiettivi dopo quelli, soddisfacenti, colti negli ultimi anni. Dal febbraio 2014, quando è stato avviato il progetto di screening “Diagnosi Hiv-Aids”, la sanità abruzzese è in prima linea, in questo settore, perché nei sei centri coinvolti sono stati effettuati diecimila prelievi, tutti esaminati nel laboratorio di Pescara, che è il laboratorio di riferimento regionale. E mille persone, cioè il 10% del totale, sono risultate positive per almeno una delle malattie monitorate e cioè Hiv, epatite B, epatite C e sifilide. Del 10% di positività al test, l'un per cento ha riguardato l'Hiv, cioè 100 persone, e il 9% epatiti e sifilide, con 900 persone positive. Il dato pescarese è superiore a quello degli altri cinque centri di malattie infettive perché parla di oltre 4.000 test effettuati nella città adriatica, con una sieropositività dell’un per cento circa e un 3% di casi di sifilide. Di passi avanti ne sono stati fatti parecchi perché la popolazione testata è aumentata rispetto al passato, fanno notare il direttore delle Malattie Infettive di Pescara Giustino Parruti con Federica Sozio, medico infettivologa, e Paola Di Stefano, psicologa, del suo staff. E anche le diagnosi sono aumentate.
Ma l’intenzione dell’equipe pescarese è di coinvolgere un numero sempre crescente di persone: non solo i soggetti a rischio, che in linea generale si sottopongono a test, ma anche chi ha problemi di salute. E per tutti gli infetti la garanzia fornita dalla Asl è che nessuno viene lasciato solo, anzi c’è una presa in carica immediata e un avvio precoce delle cure.
A chi decide di sottoporsi al test è garantita la massima discrezione perché la prenotazione avviene on line, sul sito www.failtestanchetu.it, senza doversi interfacciare con chicchessia, e la prenotazione può essere fatta anche in un reparto di Malattie infettive in una città diversa dalla propria. In ogni caso il prelievo viene eseguito nelle ore pomeridiane. Se il risultato dovesse essere positivo c’è un primo incontro di supporto psicologico, dopodiché viene subito programmata la prima visita per effettuare altri esami sul sistema immunitario. L’assistenza, quindi, è immediata: ed è proprio questo aspetto a distinguere l’Italia da altri Paesi, come gli Stati Uniti.
Se fino ad oggi la Asl è andata avanti grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione e dalla stessa azienda sanitaria, per il futuro la prospettiva sembra buona. Il direttore sanitario della Asl Valterio Fortunato ha annunciato ieri che «c’è la volontà di reperire risorse per proseguire il progetto». E, nello stesso tempo, Pescara – unica città italiana insieme a Milano – è entrata in un circuito europeo – che permetterà di continuare l’impegno su questo fronte per far emergere sempre di più il sommerso, grazie ai fondi messi a disposizione dalla Francia.
La missione è duplice: abbattere lo stigma, ancora marcato, e raggiungere il dato 90-90-90 il che vuol dire che si punta a testare il 90 per cento delle persone e, tra quelle positive, il 90% va avviato a terapia per arrivare, alla fine del percorso di cura, ad un 90% di pazienti con una carica virale pari a zero. «Dobbiamo far emergere il sommerso, procedere alla diagnosi e alla presa in carico per evitare che la diffusione prosegua», ha spiegato Parruti sottolineando l’importanza dell’adesione di Pescara al network europeo. Il sindaco Marco Alessandrini non ha avuto alcun tentennamento a firmare, anzi è «contento del viaggio avviato con la Asl locale e con Milano» anche perché «la prevenzione è necessaria, nonostante l’opinione pubblica sia un po’ distratta». E a fianco alla Asl ci sono anche una miriade di associazioni, tutte collaborative. Tra queste c’è la Croce rossa che per oggi, alle 18.30, ha organizzato un flash mob di sensibilizzazione a piazza Salotto.
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