«Ho 15mila euro di tasse da pagare ma sono impiegato»

9 Ottobre 2014

PESCARA. «Ho deciso di chiudere il negozio il 21 dicembre del 2012, la data della profezia Maya, almeno se finiva tutto era colpa loro». Adesso che lavora come impiegato, ci scherza Eusebio Zavatti...

PESCARA. «Ho deciso di chiudere il negozio il 21 dicembre del 2012, la data della profezia Maya, almeno se finiva tutto era colpa loro». Adesso che lavora come impiegato, ci scherza Eusebio Zavatti (nella foto), ma dopo nove anni nel settore informatico, di cui cinque passati in prima linea con un’attività in proprio in via Raffaello, non è stato affatto facile chiudere il negozio di computer e assistenza tecnica. «Non volevo proprio», riferisce, «ma avevo fatto i conti e non potevo fare altrimenti se pensiamo che un anno in più che ho provato a resistere mi è costato, tra Inps, tasse e Iva, più di 7mila euro, tanto che ancora oggi devo pagare 15mila euro di cartelle esattoriali per quell’attività». Un figlio di pochi mesi, Eusebio, 41 anni, oggi si sente fortunato: «Dopo aver chiuso il negozio avevo stampato 50 curriculum, ero pronto a fare qualsiasi cosa e stavo pensando di aiutare mio suocero che ha una piccola azienda agricola. Poi una mattina è arrivata la telefonata di un ex cliente che mi chiedeva assistenza tecnica. Gli ho detto che avevo chiuso e lui mi ha offerto un lavoro. Ho studiato come ragioniere, adesso curo l’ufficio acquisti di un’azienda che fa macchine industriali e mi sento liberato. A chi cerca di resistere dico di valutare bene: un anno in più può dare la speranza, ma può anche segnare il tracollo». (s.d.l.)

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