«Ho avuto paura dei ladri Perdonatemi, non volevo»

2 Settembre 2023

Parla il commerciante, per lui minacce di morte: vigilanza armata attorno alla casa «Intendevo solo spaventarla, il mio è stato un gesto istintivo dettato dal panico»

SAN BENEDETTO DEI MARSI. L’odio sui social corre a velocità pazzesca. Sfociato anche in minacce di morte all’indirizzo dell’imprenditore marsicano che ha sparato all’orsa Amarena.
Tanto da costringere i carabinieri a predisporre un cordone di sicurezza attorno all’abitazione dove l’uomo vive e dove si è consumata l’ultima scorribanda dell’animale. Andrea Leombruni se ne sta tappato in casa. E piange, come raccontano i propri legali di fiducia.
«Sono distrutto e provato per quello che è accaduto, ho fatto una sciocchezza, senza rendermene conto», dichiara l’uomo attraverso gli avvocati Berardino Terra e Stefano Guanciale, «sono sceso giù in cortile attorno alle 23 perché sentivo i miei cani abbaiare. In passato ho subìto anche dei furti, così ho preso il fucile. Non sono un cacciatore, non sono iscritto ad alcuna associazione, ci tengo a precisarlo. Ho delle regolari armi e una regolare licenza, questo sì, ma solo per passione». L’uomo continua: «Davanti a casa è passata un’auto e un uomo, che conosco, mi ha detto che avevano visto un orso nei paraggi. A quel punto mi sono diretto verso il retro dell’abitazione, dove c’è anche il pollaio. L’animale era riuscito a entrare e c’erano dei polli morti a terra. Mi sono girato e l’ho visto. Ero in una specie di vicolo cieco, da una parte la recinzione, dall’altra il muro del pollaio. L’orso ha iniziato a correre verso di me. Ho avuto paura. E ho sparato l’unico colpo che c’era in canna. Senza neppure prendere la mira, perché ho compiuto un movimento istintivo dal basso verso l’alto. Volevo solo spaventarlo. A quel punto sono indietreggiato e l’animale ha continuato a muoversi per diversi metri, fino a quando è crollato. Mi sono reso così conto di averlo colpito e ho dato subito l’allarme. Ripeto, sono distrutto, non volevo uccidere Amarena. È stato un gesto istintivo, dettato dalla grande paura. Chiedo perdono a tutti».
Dalla tarda mattinata di ieri le forze dell’ordine hanno intensificato la presenza e la vigilanza armata su tutto il territorio comunale di San Benedetto dei Marsi, sia per allontanare i curiosi che per diminuire il rischio di ripercussioni personali nei confronti dell’uomo e della sua famiglia.
Leombruni ha ricevuto anche minacce di morte sui social, con post irriferibili. Tanti, inoltre, i commenti di sdegno nei confronti del responsabile del grave atto. «Deve pagarla cara per quello che ha fatto», «l’unica risposta una punizione esemplare», «è un fatto gravissimo, tutta l’Italia chiede giustizia», «le leggi devono essere severe». (r.rs.)
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