«Ho la febbre», e alle Poste è il caos

10 Ottobre 2020

Per evitare la fila, 73enne scatena il panico nell’ufficio di via Monti. Denunciato

PESCARA. Voleva semplicemente evitare la fila all'ufficio postale. E per questo ha inventato di avere la febbre e lo ha comunicato a un dipendente delle Poste di via Attilio Monti, alle spalle della cattedrale di San Cetteo.
Nel giro di pochissimo è scattato l'allarme Covid, per cui l'ufficio si è svuotato e in via Monti sono arrivati i carabinieri e l'ambulanza. E' accaduto ieri mattina, attorno alle 10,30, e per l'uomo, che ha 73 anni, le cose si sono messe male non per colpa del coronavirus ma perché nei suoi confronti - una volta ricostruito l'accaduto - è scattata una segnalazione per procurato allarme.
A spiegare come sono andate le cose sono i carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, che sono stati avvisati dalla direzione dell'ufficio postale. L'annuncio dell'uomo sul suo stato febbrile ha creato un certo timore tra i presenti: in tempo di Covid una comunicazione del genere è più che sufficiente per seminare il panico e allontanare tutti in pochi secondi. E infatti è proprio quello che è successo, ma è verosimile che l'uomo non immaginasse minimamente di veder arrivare la pattuglia dei militari del Nucleo operativo e radiomobile che ha subito richiesto l’intervento dei sanitari.
Sono stati loro a misurare la temperatura al 73enne, scoprendo che non arrivava neppure a 37 gradi (36,8 per la precisione). Nessun allarme Covid, quindi, ma solo una furbata che non è servita a raggiungere l'obiettivo prefissato.
Se il cliente delle Poste aveva intenzione di tagliare i tempi di attesa e passare davanti a tutti, come ha ammesso lui stesso, gli è toccato attendere che il controllo nei suoi confronti terminasse. Oltre a essere stato denunciato, ha anche rimediato una figuraccia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA