«Ho visto il fuoco dalla finestra»

Il racconto degli inquilini in fuga dallo stabile, la paura dei negozianti della zona
PESCARA. C’è chi ha pensato a una rapina in banca, e chi, considerando quello che sta succedendo in questi giorni, a un attentato di matrice anarchica. Per tutti, passanti, residenti, commercianti della zona e dipendenti di Intesa San Paolo, e genitori dei ragazzi che entravano a scuola, il terrore negli occhi.
Ieri mattina, a seguire le operazioni dei vigili del fuoco da dietro le transenne, sistemate attorno all’area interessata dal rogo, per effettuare i rilievi e non far avvicinare nessuno, c’erano decine di persone. «Io», racconta il titolare di un bar in via Roma, a pochi metri da dove l’incendio è scoppiato, «ero nel mio locale con un cliente quando ho iniziato a sentire una puzza di plastica bruciata. Sono uscito e ho visto una piccola fiamma nell’isola ecologica, diventata subito altissima. Ho avvisato i vigili del fuoco. Non ci sono stati boati».
Vicino a lui, un’inquilina del palazzo interessato dal rogo ed evacuato per alcune ore. «Abito al quarto piano», spiega, «a un certo punto ho sentito un rumore e come mi sono affacciata dalla finestra della cucina ho visto le fiamme. Pure io ho chiamato i vigili. Ora spero di rientrare al più presto a casa. So che all’interno del palazzo non ci sono stati problemi. Siamo comunque molto impauriti».
A raccontare quegli istanti è anche la titolare di una scuola per estetiste, i cui locali si trovano tra il secondo e il terzo piano dello stabile. «Ero appena arrivata», dice, «e ho sentito i vetri della banca scoppiettare e poi il fumo. Mi sono allontanata».
«Stavamo per aprire»,, aggiunge un dipendente della stessa scuola, «e abbiamo visto di colpo una fiammata incredibile».
Fra le persone in strada, anche alcuni studenti della scuola media Pascoli con le mamme. «Non sono andato a scuola», racconta uno di loro, «perché ho avuto paura. Non sapevo cosa stesse accadendo e ho preferito tornare a casa».
Danni ha riportato anche un locale vuoto proprio di fronte all’isola ecologica ora distrutta. «I vetri», dice la titolare, «sono rotti e non sono potuta entrare all'interno per controllare perché la serratura non va».
Una signora che abita in zona tiene invece a far presente che gli incendi di cassonetti in centro sono quasi quotidiani e che ci sono ragazzi e ragazze che buttano cicche accese senza rendersi conto della conseguenze. Ieri mattina, insieme ai vigili del fuoco e alla polizia, sul posto c’erano anche i tecnici dell’Arta che hanno effettuato prelievi, utilizzando sacche “tedlar”. Oggi saranno disponibili i valori delle analisi volti a rilevare, in particolare, l’eventuale presenza di sostanze quali benzene, toluene e xilene. I dati della centralina fissa più vicina, quella di via Firenze, hanno già escluso la presenza di sostanze inquinanti.
Non destano preoccupazione neppure le acque di spegnimento, confluite in un pozzetto di via Roma e incanalate direttamente nel depuratore. «L’Agenzia», spiega il direttore generale Maurizio Dionisio, «ha immediatamente attivato le proprie strutture per rilevare l’eventuale presenza di sostanze tossiche nell’aria. Proseguirà in queste ore il lavoro di analisi e di indagine tramite i propri laboratori e le centraline, situate vicine al luogo dove si è sviluppato il rogo». (a.d.f.)
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