I 10 milioni salva-estate: le reazioni

6 Maggio 2021

Turismo, ristoranti e alberghi, ora gli aiuti debbono arrivare senza altre attese

PESCARA . Il giorno dopo il via libera alla proposta di legge che destina dieci milioni a favore di imprese turistiche e della ristorazione, c’è soddisfazione della Cna Abruzzo, che però avverte la Regione: «Ora scelga le priorità». Dalla Fira, invece, parla il presidente Giacomo D’Ignazio, che ha lavorato di concerto con rappresentanti della politica regionale, istituti di credito e associazioni di categoria, per elaborare un pacchetto di aiuti: «In pochissimo tempo», dice, «siamo riusciti a sintetizzare le proposte dei principali portatori di interesse del mondo politico ed economico locale, concretizzandole in strumenti finanziari che possano offrire un sostegno immediato alle imprese». Lo stesso evidenzia che «il settore del turismo e della ristorazione, in particolare, è stato pesantemente colpito dalla più grande crisi economica degli ultimi cento anni e necessita di un supporto concreto».
La Cna Abruzzo interviene parlando di «una buona decisione che va nella direzione giusta, ma che adesso deve correre speditamente per consentire di erogare alle imprese beneficiarie i contributi previsti. Intervenendo intanto sulle misure più significative e dando modo così di raggiungere una platea di circa 3mila imprese messe in gravi difficoltà finanziarie dalla pandemia».
La Cna, insieme alle altre sigle dell’artigianato, del commercio e della piccola e media impresa ha condiviso nelle scorse settimane con il presidente del consiglio regionale, l’assessorato alle attività produttive e la Fira il percorso che ha portato all’approvazione del testo. Adesso, oltre che sui tempi, la confederazione artigiana insiste sulle scelte da operare per mettere meglio a frutto il provvedimento e raggiungere soprattutto la platea più vasta possibile.
A detta del presidente regionale Savino Saraceni, «i 10 milioni disponibili dovrebbero dunque essere divisi sulle prime due misure individuate dall’articolo 3 della norma, in modo da dare la massima efficacia alle risorse che potrebbero raggiungere una platea di circa 3mila imprese generando un volume complessivo di finanziamenti per oltre 70 milioni di euro. La prima riguarda un fondo per il piccolo prestito, per 15mila euro al massimo a tasso zero, della durata di cinque anni, ed è destinata alle tante imprese che non hanno avuto possibilità di accedere ai finanziamenti bancari; la seconda invece è rivolta alla erogazione di contributi a fondo perduto destinati all’abbattimento del tasso di interesse e del costo della garanzia sui prestiti ottenuti per il tramite dei confidi».
Resta il nodo del credito alle imprese il problema più importante cui fare fronte: «Facciamo affidamento sul fatto che le altre misure previste dalla legge possano trovare piena copertura in un secondo tempo, con l’impiego di altre risorse recuperate dalla Regione», conclude Saraceni. (a.s.)