I balneatori propongono di usare i batteri e contattano gli esperti
Una delle idee che circolano tra i balneatori per affrontare e combattere il problema dell’inquinamento è quella che prevede l’utilizzo di un metodo naturale, già sperimentato con successo in Europa...
Una delle idee che circolano tra i balneatori per affrontare e combattere il problema dell’inquinamento è quella che prevede l’utilizzo di un metodo naturale, già sperimentato con successo in Europa e fuori. In questi giorni il Ciba si è messo in contatto con il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) di Ancona per capire se questo metodo può essere realizzato anche a Pescara, come sembrerebbe, tenendo conto delle problematiche registrate su fiume e mare. E proprio al Cnr viene sollecitato un incontro chiarificatore, da svolgere con le istituzioni, nella speranza che possa trattarsi di una soluzione attuabile in Abruzzo. Se ne sta occupando Vittoriano Lemme, del direttivo del consorzio Ciba. «Abbiamo studiato le soluzioni seguite in altre località e individuato un sistema che sembra abbastanza comune per il risanamento di fiumi, stagni e fosse biologiche. Si basa sull’utilizzo di ossigeno e batteri (i cosiddetti batteri antagonisti), cioè microrganismi benefici. Dopo una prima fase informativa sul metodo abbiamo cercato di capire se ci sono delle aziende italiane attive in questo settore, individuando quelle che potrebbero fare al nostro caso, e ora ci siamo attivati per cercare il supporto del Cnr di Ancona, che si occupa di biologia marina. Vogliamo capire se questa tecnica è utilizzabile a Pescara e invitare il Cnr in città, per promuovere un confronto con la parte politica e ricevere risposte concrete». Da valutare, in un secondo momento, l’aspetto economico. Intanto si attendono chiarimenti su un’altra proposta formulata qualche tempo dai balneatori e che la Regione sembrava aver apprezzato, cioè le barriere mobili nel fiume in grado di bloccare l’inquinamento.

