«I bimbi sentono rumori squallidi»
Gli amministratori raccontano la convivenza difficile con le prostitute
MONTESILVANO. Rumori molesti, continui viavai, citofoni che per errore vengono suonati anche nel cuore della notte e un’inevitabile degrado. Sono questi i principali disagi con i quali sono costretti a fare i conti i residenti dei numerosi palazzoni di Montesilvano al cui interno vivono e lavorano decine e decine di prostitute e trans. Il fenomeno della prostituzione in casa, infatti, così come quello in strada, non accenna a diminuire neanche nel periodo estivo quando le strade e gli appartamenti si ripopolano di turisti.
Costretti a fronteggiare le proteste delle famiglie dei residenti e dei turisti sono principalmente gli amministratori di condominio che cercano con ogni mezzo di combattere il fenomeno della prostituzione, ma spesso senza successo. «Le famiglie si lamentano principalmente in presenza di bambini», spiega l’amministratore dei palazzi Gemelli di via Lago di Bomba Bartolomeo Bottone, «a causa dell’ambiente degradato, dei rumori che provengono dagli appartamenti utilizzati dalle prostitute o dai trans e del fatto che in caso di affitto o di vendita degli appartamenti ci sia una svalutazione degli immobili. Per non parlare poi di quando i clienti sbagliano a suonare il campanello svegliando le famiglie di notte». Eppure gli amministratori non restano a guardare. «Grazie alla presenza delle telecamere dì videosorveglianza e dell’opera di convincimento adottata nei confronti dei diretti interessati», rivela Bottone, «siamo riusciti a contenere il fenomeno, ma non a debellarlo».
Intanto esattamente due mesi fa l’amministrazione Maragno ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Anaci provinciale, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza nella lotta alla prostituzione.
Antonella Luccitti
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