I bravissimi post Covid Ecco i 100 dell’Acerbo

7 Luglio 2020

Sono 24 i “maturi” che hanno conseguito il massimo dei voti, e 8 anche con lode Il preside Di Michele: durante il lockdown si sono impegnati tutti tantissimo

PESCARA. Sono 24 gli studenti del Tito Acerbo che hanno meritato il cento all’esame di Stato, in prevalenza provenienti dall’indirizzo Turistico. A 8 di essi si è aggiunta la lode. Sono stati 290 i maturandi Covid dell’istituto tecnico di via Pizzoferrato (1.370 iscritti) diretto da Carlo Di Michele, al primo anno di presidenza dopo aver raccolto il testimone dell'ex dirigente Annateresa Rocchi, in pensione nell’agosto scorso. «L'emergenza», spiega il preside Di Michele, «ha messo in evidenza tante risorse della scuola. A cominciare dagli studenti che si sono impegnati tantissimo, hanno vissuto con molta serietà questa prova d'esame non meno importante di quella tradizionale con scritto e orale. Un test che il mondo scolastico ha fortemente voluto in presenza, per ribadire il valore del percorso di studi. Tanti di loro andranno all’università, altri hanno maturato idee imprenditoriali e le applicheranno nelle aziende di famiglia».
I ragazzi sono usciti dal lockdown «più maturi», è l'opinione del preside Di Michele, «la didattica a distanza ha favorito l’inclusione, ha consentito di far rimanere vivo il rapporto tra professori e alunni. Tutti si sono messi in gioco, anche i docenti meno avvezzi alle tecnologie, e tutti hanno imparato qualcosa l’uno dall’altro. I ragazzi si sono adattati benissimo, hanno ripensato il tempo delle lezioni che sono durate di meno, si sono concentrati sui contenuti essenziali, hanno riscoperto il valore di stare in famiglia. I ragazzi hanno imparato che la vita non è una “comfort zone”, ma un luogo di crescita e hanno sperimentato la precarietà dell’esistenza, anche attraverso la perdita di persone che conoscevano. L’emergenza è stata anche per me l’occasione di vedere la ricchezza dell’Acerbo, di questo storico istituto, che ha fatto un grande lavoro di accompagnamento alla Maturità. Abbiamo messo a disposizione delle famiglie tanti computer, promosso attività di formazione, puntando su flessibilità, creatività e responsabilità. È stata una esperienza inedita, ma ce la siamo cavati bene».
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