I carabinieri indagano sul disastro di fosso Grande

2 Novembre 2014

Ascoltati i residenti: «Pulizia chiesta 8 volte nel 2013, poi c’è stata l’alluvione»

PESCARA. Sono stati chiamati dai carabinieri del Noe e lì, nella caserma di via Venezia a Pescara, hanno raccontato quello che avevano scritto «8 volte» soltanto nel 2013 sulle lettere raccomandate inviate alle istituzioni: abbiamo denunciato, così hanno detto i residenti ai carabinieri, la pericolosità di fosso Grande ma nessuno ci ha risposto e nessuno è intervenuto per pulire il canale invaso dai rifiuti e dalla vegetazione selvaggia. Poi, però, è arrivato il 2 dicembre 2013: anche al confine tra Pescara e Villa Raspa di Spoltore, in via Abruzzo, l’acqua è uscita fuori dal canale, ha superato la strada e ha invaso scantinati e garage sommergendo di tutto, auto, moto e provviste. Su quello che è successo quasi un anno fa indagano i carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico: un’inchiesta sul disastro di fosso Grande. Per capire perché è accaduto e se ci sono state omissioni, dai lavori mai fatti agli allarmi non lanciati.

«Fango sulla Ferrari 348». Nel fascicolo ci sono anche le denunce dei residenti. Ai carabinieri, uno ha rivelato di aver subito «almeno 100 mila euro di danni»: una Ferrari 348, una Bmw 530, una Toyota Rav 4, più due scooter, una moto e una bici elettrica ricoperti «da un metro d’acqua e fango». L’esposto del residente, risalente al giorno dopo l’alluvione, contiene un passaggio che è il cuore dell’indagine: «Preciso che da vari mesi sono stati sollecitati interventi di manutenzione degli argini rimasti inascoltati dall’amministrazione comunale di Spoltore. Alcune segnalazioni sono state effettuate anche tramite lettere raccomandate con ricevute di ritorno, tutte eseguite dall’amministratore del condominio Mario Di Persio. Inoltre, la scorsa settimana è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Pescara per rimuovere un tronco di notevoli dimensioni che ostruiva l’incanalamento. Gli argini», dice la denuncia, «sono invasi da canneti che sotto il peso della pioggia, flettendosi, creano una barriera allo scorrimento dell’acqua che non permette nemmeno il passaggio del fogliame».

Lettere ignorate. L’amministratore mostra i documenti alla base dell’esposto e anche le ultime lettere del 15 settembre e del 3 ottobre scorso, inviate al Comune di Spoltore e anche alla Asl, alla procura e alla prefettura: è passato quasi un anno ma fosso Grande fa paura lo stesso. Perché una foto scattata nei giorni a ridosso dell’alluvione sembra fatta proprio adesso. Infatti, il Comune di Spoltore interviene, in media due volte all’anno, tagliando le canne su un tratto di trenta metri: una beffa per i residenti. Chi debba pulire il resto del canale, non si sa: il Comune di Spoltore ne pulisce trenta metri, il resto è abbandonato tra rifiuti e canne cresciute senza controllo.

«Canale abbandonato». «Nell’invaso di cemento c’è addirittura un armadio», dice Di Persio, «senza contare l’immondizia accatastata lungo il corso». Per il Genio civile, servirebbero tra 800 e un milione di euro per bonificare la zona. Soldi che nessuno vuole spendere: i sindaci Pd di Pescara, Marco Alessandrini, e di Spoltore, Luciano Di Lorito, hanno chiesto aiuto alla Regione. Ma, quasi sicuramente, passerà un altro inverno con l’incubo che quello che è successo possa accadere ancora: «Quando piove abbiamo paura», dice Di Persio, «la settimana scorsa, quando c’è stata la pioggia, qui ci siamo alzati quasi tutti in piena notte per spostare le macchine. Non si può andare avanti così».

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