I carabinieri: trovati anche silenziatori e denaro contante

15 Aprile 2017

SAN GIOVANNI TEATINO. È un vero e proprio arsenale quello che i carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Pescara hanno ritrovato a casa di Ennio D'Emidio, che ufficialmente si occupa di un...

SAN GIOVANNI TEATINO. È un vero e proprio arsenale quello che i carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Pescara hanno ritrovato a casa di Ennio D'Emidio, che ufficialmente si occupa di un service che fornisce lavoratori alle imprese delle pompe funebri: un fucile mitragliatore modello Scorpion di marca Browning, un'arma di tipo da guerra calibro 7,65 con due caricatori vuoti e silenziatore, novantadue proiettili calibro 7,65, una pistola semiautomatica “Beretta” calibro 6,35 con caricatore vuoto, una pistola Revolver a tamburo marca “Zastava” calibro 357 e sei cartucce inserite. E ancora: sessantadue proiettili calibro 357 Magnum, nove cartucce calibro 38, trentacinque proiettili calibro 6,35, una pistola semiautomatica di marca “Zastava” cromata e con matricola abrasa, caricatore e silenziatore, ottantasette colpi a salve e due fondine per pistola.

Tutte le armi e munizioni ritrovate sono efficienti e pronte a sparare e tutto il materiale verrà inviato ai Ris (reparto investigazioni scientifiche) di Roma per gli accertamenti dattiloscopici, balistici e biologici allo scopo di comprendere se abbiano già sparato, dunque se siano da ricollegare a qualche delitto. Allo stato attuale sembrano armi clandestine di provenienza straniera, in particolare dall'area balcanica.

L'arresto di D'Emidio e il ritrovamento dell’arsenale, sul quale l’uomo arrestato non ha proferito alcuna parola nel corso della perquisizione domiciliare dei carabinieri, mette in luce aspetti inquietanti. A rilevarlo è lo stesso comandante provinciale dei militari dell'Arma di Pescara, il tenente Antonio Di Dalmazi: «Oltre a numerose armi e munizioni, non riferibili tutte al materiale trovato, destano preoccupazione i silenziatori che fanno pensare ad armi usate per rapine, spedizioni punitive e atti intimidatori. Non è escluso che le armi possano essere state utilizzate anche fuori dalla nostra zona».

Altro aspetto che verrà preso in considerazione nel prosieguo delle indagini è la provenienza del denaro. (l.z.)

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