I cinema riaprono: ecco dove e quando andarci

Da Spoltore a Rocca San Giovanni e Teramo: arene all’aperto o in sala distanziati
PESCARA. Quattro cinema su sedici hanno riacceso i proiettori: due nelle sale, seguendo i protocolli di sicurezza imposti dall’emergenza epidemiologica, altrettanti all’aperto, in apposite arene dove la settima arte può essere ancor più magica sotto un cielo di stelle. La maggioranza delle sale abruzzesi ha deciso di aspettare tempi migliori, forse agosto, un po’ per le spese considerate troppo elevate, un po’ perché le case di distribuzione dei film stanno lavorando a ritmi ridottissimi. In Abruzzo, come da apposita ordinanza (accompagnata da specifico protocollo), la riapertura dei cinema era stata fissata per l’8 giugno, anticipando di una settimana il provvedimento varato dal governo.
COSÌ A PESCARA. I cinema di Pescara resteranno chiusi almeno fino ad agosto, ad eccezione dell’Altrocinema che, con la sua programmazione per soli adulti, ha riaperto le sale già dal 15 giugno.
«Per i Cityplex Massimo e Sant’Andrea, così come il Circus, la chiusura sarà prolungata almeno per tutto il mese di agosto», spiega il portavoce Alessandro Germano, «stiamo approfittando di questo periodo di stop per mettere a punto tutte le misure di sicurezza e riaprire quando l’offerta cinematografica sarà tale da poter offrire al pubblico una programmazione aggiornata e variegata. Attualmente l’offerta è inesistente e, per giunta, gran parte delle case cinematografiche hanno venduto le pellicole a piattaforme streaming come Netflix e simili. Riaprire ora per noi sarebbe un bagno di sangue, per questo abbiamo preferito attendere e ripartire, forse a settembre con le nuove proposte che arriveranno dal Festival del cinema di Venezia. Lo scopo è tornare con qualità e tanta sicurezza».
Con un fatturato ridotto del 50% per via del distanziamento sociale, L’Altrocinema ha riaperto le sale il 15 giugno, con una programmazione che va dai quattro ai sei spettacoli al giorno, nel rispetto delle misure previste dal decreto nazionale, ovvero il distanziamento di un metro tra gli spettatori, l’uso della mascherina che può essere tolta solo dopo aver raggiunto la poltrona, disinfettanti all’entrata e pannelli in plexiglass ai banconi delle biglietterie e dei bar interni.
«I posti sono disposti a scacchiera, con uno spettatore ogni tre poltrone», spiega il responsabile Sergio Rendine, «la richiesta è calata e la gente è confusa perché c’è poca chiarezza e disparità di misure tra un settore e l’altro».
In provincia di Pescara restano chiusi pure il The Space Cinema di Montesilvano (la catena ha comunicato dal 26 giugno la sola riapertura delle sale di Casamassima, Bologna, Silea e Grosseto), mentre l’Arca di Spoltore, il più grande multisala di tutta la regione, ha attrezzato un’arena all’aperto che partirà tra giovedì 9 o venerdì 10 luglio, con 200 posti a sedere e un unico spettacolo al giorno (inizio alle 21.20) a un prezzo inferiore rispetto ai tradizionali standard.
«Abbiamo scelto di restare chiusi e aprire all’aperto, non tanto per via dei protocolli sul rispetto del distanziamento sociale legato al Covid-19, quanto piuttosto per l’assenza di prodotto nuovo», precisa l’amministratore Fabrizio Iezzi, «purtroppo è inutile accollarsi enormi costi di gestione proiettando film vecchi di diversi mesi».
COSÌ A CHIETI. Ha comunicato al pubblico la volontà di non riaprire anche il Movieland di Chieti, multisala ospitato all’interno del centro commerciale Megalò. Chiuso, per il momento, pure il Corso di Vasto che per l’estate sta valutando l’idea di proiezioni rigorosamente all’aperto. In provincia l’unico cinema aperto sarà il Ciackcity di Rocca San Giovanni, nei pressi di Lanciano, che riprende la programmazione a partire da questa sera con quattro pellicole consultabili sul sito web del multisala. «Potranno sedere vicini solo familiari e conviventi, mentre tra tutti gli altri spettatori la distanza adottata sarà di un posto», afferma il responsabile Tony Zitella, anche direttore Anec Cinema (Associazione nazionale esercenti cinema), «il distanziamento non sarà un problema visto che in estate non ci aspettiamo di certo il pienone. Si entra con la mascherina e sarà concesso toglierla una volta raggiunta la poltrona. Il dispositivo di protezione va nuovamente indossato per andare in bagno, al bar o lasciare la sala a fine spettacolo. Per il servizio ristoro interno e la biglietteria abbiamo installato pannelli in plexiglass e appositi percorsi con segnaletica orizzontale. Tuttavia, consigliamo caldamente l’acquisto dei biglietti online e nelle casse automatiche per evitare assembramenti».
COSÌ A TERAMO. Con 400 posti a sedere e un solo spettacolo alle 21.30, il cinema Smeraldo di Teramo ha allestito un’arena all’aperto nel parco fluviale antistante il multisala (già dal 18 giugno). «C’è una buona affluenza», sottolinea soddisfatto il direttore di sala, Daniele De Santis, «stiamo proponendo sia le pellicole uscite da dicembre fino a maggio che alcuni cult degli anni passati come Joker e Bohemian Rhapsody che hanno riscosso un grande successo di pubblico».
Proiettori spenti, invece, al Cineplex Arcobaleno di Colonnella.
Resterà chiuso anche L’Universo di Silvi Marina che fa capo alla gestione dell’Arca di Spoltore.
COSÌ ALL’AQUILA. Spettacoli cinematografici fermi all’8 marzo in tutta la provincia dell’Aquila: per il momento le sale del Movieplex del capoluogo, dell’Astra di Avezzano e dell’Igioland di Corfinio, nella Valle Peligna, non hanno reso note le date per un’eventuale ripresa delle proiezioni sia al chiuso che all’aperto.
«Ad Avezzano la riapertura non è prevista almeno fino alle metà di agosto a causa dello scarso prodotto», dichiara il direttore responsabile del Multiplex Astra, Fabio Neri, «è un accumularsi di problematiche: il Covid ha comportato un aumento dei costi di gestione in un periodo poco redditizio per i cinema come quello estivo, in cui le case di produzione non prevedono uscite importanti. Per giunta, tante pellicole sono state rimandate e al momento i film da proiettare sono già tutti disponibili sulle piattaforme streaming. I protocolli anti-Covid sono l’ultimo dei problemi, lo scoglio adesso è la carenza di prodotto e dunque di incassi».
(ha collaborato
Federica Di Marzio)
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