«I cittadini scelgano il candidato sindaco»

14 Febbraio 2019

Luigi Albore Mascia chiede al partito un sondaggio tra gli elettori del centrodestra: indichino le priorità e scelgano tra 3 nomi 

PESCARA. Per ora i nomi sono tre. In casa Forza Italia aspirano ad occupare la poltrona di sindaco Luigi Albore Mascia, che ha già ricoperto questo incarico e ora è consigliere comunale, il capogruppo in Comune Marcello Antonelli e il consigliere comunale e coordinatore provinciale Carlo Masci. Per arrivare a un nome che metta tutti d’accordo Mascia propone di promuovere un sondaggio, come è già accaduto nei mesi scorsi a livello regionale quando il coordinatore abruzzese di Forza Italia, il senatore Nazario Pagano, ha voluto misurare il gradimento di alcuni possibili candidati alla presidenza della Regione. Poi, però, essendo stato indicato il nome di Marco Marsilio (per Fratelli d’Italia), il risultato del sondaggio è rimasto segreto.
Oggi la partita è un’altra, riguarda il capoluogo adriatico, e non è detto che il candidato sindaco sarà di Forza Italia. Ma Mascia si sente prontissimo a occupare quella sedia (una seconda volta), memore dell’esperienza vissuta tra il 2009 e il 2014.
E così, dopo il risultato positivo delle elezioni regionali per la coalizione rappresentata da Marsilio, lancia la sua proposta, dettagliandola nei minimi particolari e facendo notare che il metodo dei sondaggi «è sempre stato utilizzato da Forza Italia». È un tipo di consultazione dell’elettorato «attendibile e praticabile», prosegue, ed è stato seguito «anche di recente, per l’ultima competizione».
Certo «è chiaro che il candidato alle elezioni del 26 maggio sarà scelto dalla coalizione a livello romano. E in quella sede si dovrà tenere conto che si vota per le comunali anche a Montesilvano e Città Sant’Angelo, oltre che in molti altri capoluoghi di provincia». E’ vero poi che la Lega, per bocca del leader Matteo Salvini, ha già annunciato che il prossimo candidato sindaco di Pescara sarà del Carroccio, alla luce del forte consenso alle regionali. Ma questo «sillogismo aristotelico può essere messo in discussione da una logica di coalizione», suggerisce Mascia che punta «all’unità». Scartato il metodo delle primarie, «perché non appartengono al centrodestra e per le quali non ci sarebbe tempo», Mascia indica la strada del sondaggio per individuare «il candidato di Forza Italia da proporre alla coalizione. Se poi il candidato sindaco del centrodestra dovesse essere proprio quello di Forza Italia, il nome sarebbe già a disposizione, grazie al sondaggio». Ad occuparsene potrebbe essere «un istituto di ricerca accreditato di Roma» che si dovrebbe rivolgere «all’elettorato di centrodestra per chiedere di indicare le tre emergenze da affrontare a Pescara e il candidato sindaco ideale che dovrebbe occuparsi di questi temi», prospettando una rosa composta da Mascia, Antonelli e Masci.
Mascia, che pensa a tre «grandi questioni e cioè sicurezza, degrado e area di risulta», crede che sarebbe «una soluzione seria, un criterio giusto». Per cui spera che il partito accolga questa proposta anche perché non ritiene opportuno percorrerla da solo, accollandosi le spese del sondaggio.
«Non voglio essere un solitario», dice, e «credo che la mia voce possa essere presa in considerazione» anche per evitare di ripetere gli errori del passato e le «scelte suicide del 2014» quando il centrodestra si è spaccato, arrivando al voto con due candidati (Mascia, sindaco uscente, e Guerino Testa: il primo è andato al ballottaggio con Alessandrini, che ha vinto).
Mancano poco più di tre mesi al voto e Mascia vede Pescara «come un treno che va a 300 all’ora su cui bisogna salire» e lui si sente pronto, ben sapendo che è uno «dei ruoli più difficili». La carica c’è, è enorme. «Ho una voglia pazzesca e credo che l’esperienza di governo già fatta mi consenta di vedere le cose da un osservatorio privilegiato. Ho commesso tanti errori, in passato. Ma li riconosco e voglio emendarli».