I commercianti: idea da rivedere

«Poco movimento la sera, vale la pena restare aperti solo in occasione dei saldi»
PESCARA. È un coro di proteste quello che si leva dai commercianti per la falsa partenza della sperimentazione, ideata dall’assessore al Commercio Alfredo Cremonese in collaborazione con le associazioni di categoria, incentrata sull’allungamento del l’orario dei negozi fino a mezzanotte il venerdì e il sabato per tutta l’estate. Dopo le adesioni al lumicino dello scorso weekend (solo tre negozi aperti nella centralissima via Trento) i gestori delle attività contestano le modalità organizzative e restano fermi nelle proprie posizioni.
«Probabilmente aderiremo il primo agosto, in occasione dell’arrivo dei saldi», dicono Jessica Rossi, Alessandra Bianco e Mariangela Rossi, le tre ragazze che gestiscono il negozio di abbigliamento “Vicolo” a piazza della Rinascita, «con il primo giorno di vendite scontate questa iniziativa può avere un senso, ma replicarla tutte le settimane non vale la pena. Qui in zona tantissimi non hanno aderito, e anche noi non lo abbiamo fatto, anche perché lavoriamo meglio durante il giorno rispetto alla sera». Secondo Rita, titolare di “Vuerre”, sempre a piazza della Rinascita, le notti dello shopping «sicuramente non risolvono la crisi del commercio». «Ho fatto un confronto con le serate organizzate negli anni passati», aggiunge, «ed è venuto fuori che sono poco convenienti per gli incassi. Le persone che vengono in centro si dedicano più al passeggio, alla musica se ci sono i concerti o ai gelati, non agli acquisti. L’estate scorsa abbiamo organizzato una sola notte dello shopping ed è andata bene. Credo sia questa la formula giusta».
Dice «sì all’eccezionalità, ma no alla continuità» Carmen Mori, titolare di “Le Gabrielli” in via Nicola Fabrizi. «Le grandi catene commerciali», spiega, «hanno il personale diviso per turni, mentre per noi che gestiamo tutto a livello familiare diventa impossibile, i costi sono troppo alti e il gioco non vale la candela. Pescara, poi, non è una città come San Benedetto o Porto San Giorgio che vive sul mare. Le stesse notti bianche del commercio sono andate bene le prime volte, ma poi la partecipazione è scemata».
È critico anche David Piperno, titolare della boutique 18 Metriquadri in via Trento, tra i pochi ad aver aderito venerdì e sabato all’iniziativa: «Nel primo weekend non c’è stato movimento», rimarca, «purtroppo gli altri negozianti prima danno le adesioni e poi non le rispettano. A questo punto bisognerebbe chiedere alle associazioni di categoria se veramente rappresentano qualcuno oltre che se stessi. La verità è che la manifestazione, fatta in questo modo, non è un’idea vincente». Secondo Piperno «bisogna lavorare su un piano triennale o quadriennale del commercio» perché «i risultati non arrivano in un weekend». «Ci vuole sacrificio», conclude, «ma anche l’appoggio del Comune per garantire un centro più pulito, la comunicazione e la pubblicità fuori Pescara e la musica in filodiffusione. Proverò a restare aperto almeno un altro weekend, ma se i numeri resteranno questi mollerò anch’io».
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