I controlli? Meglio a giorni alterni

3 Febbraio 2019

La proposta di una negoziante per risparmiare sulle spese

PESCARA. Le “aperture” alla proposta delle security a pagamento, arrivano da Cecilia Guidi, titolare dei Giardini del Thè di via Nicola Fabrizi: «Dico sì al finanziamento, anche se mi chiedo perché non utilizzare i vigili urbani che, invece, ci tartassano solo di multe». E da Morena Gabriele, titolare di Mondovela, che si dice disposta a mettere una quota sulla sicurezza, «purché sia una cifra possibile». Contrarie le sorelle Alessia, Amanda e Luisa Iannelli, titolari del negozio di abbigliamento Le Iannelli di via Regina Margherita: «Non siamo favorevoli a concedere oboli a fronte dell’assenza o delle penalizzazioni imposte dall’amministrazione comunale su questa via, tra telecamere che non ci sanno tregua, luminarie che abbiamo finanziato noi ed eventi, promossi dal Comune, che non arrivano mai fin qui ma si fermano a piazza Salotto». Daniela Caserta, titolare della boutique Autore di via Roma, conferma la difficoltà «di convincere i commercianti all'esborso di denaro in un momento critico, di recessione, per la categoria. Stiamo lottando per far tornare la gente in centro, la security sulle aree di risulta è una iniziativa positiva, un forte deterrente per chi vuole delinquere. Vedere le macchine della vigilanza che girano sull'area di risulta lo trovo molto rassicurane, ma è troppo chiedere ai commercianti di tirare fuori i soldi nel momento tragico che stiamo vivendo. Possiamo, però, aprire un dialogo con l'amministrazione e proporre una vigilanza a giorni alterni per non gravare troppo sulle spese». (c.co.)