I Corvinos tornano a suonare insieme dopo mezzo secolo

11 Giugno 2016

COLLECORVINO. Sono passati cinquant'anni, ma nulla sembra cambiato. Il gruppo musicale I Corvinos, il cui nome deriva dal paese di origine, Collecorvino, torna sulla scena stasera, dopo uno stop di...

COLLECORVINO. Sono passati cinquant'anni, ma nulla sembra cambiato. Il gruppo musicale I Corvinos, il cui nome deriva dal paese di origine, Collecorvino, torna sulla scena stasera, dopo uno stop di mezzo secolo.

La band, composta da sei persone oggi ultra settantenni, si esibirà alle 22.30 in piazza Umberto Primo del paese, per la giornata finale dei festeggiamenti in onore della Madonna dei Miracoli. Francesco Cocchini (voce solista), Terenzio Petronio (sax-tenore), Filippo Carota (basso elettrico), Franco Luviner (chitarra acustica), Ernesto Pomante (percussioni) e Gabriele D’Emidio (tastiere) hanno provato a lungo e sono pronti a far rivivere le emozioni di un tempo al pubblico che, a suo tempo, li ha apprezzati e seguiti.

Il gruppo, che è nato nel 1966, si proponeva con successo nella zona suonando i brani dell'epoca, attinti soprattutto dai repertori di Sergio Endrigo, Nico Fidenco, Don Backy, Mina, Nicola di Bari, Lucio Battisti, Massimo Ranieri, Peppino di Capri, Dik Dik, Beatles e tanti altri. La band ha poi portato nelle piazze e nelle balere dei brani composti dal tastierista D'Emidio, che oggi è il maestro della banda di Collecorvino, sempre molto attiva. I Corvinos hanno suonato sullo stesso palco dei New Trolls, a Silvi, e accompagnato alcune finali di Miss Adriatico. Ora, dopo il lungo stop, è il momento di ritrovarsi e ricominciare. Tra una prova e l'altra, hanno messo a punto la scaletta di questa sera: il pubblico potrà ascoltare “Il primo giorno di primavera”, "Rose Rosse”, “La prima cosa bella”, “Amo te Vedo te”, “Erika”, “Blue Spanish Eyes”, “And i love her”, “Guarda”, “Hellò Dolly”.

«È stato fantastico», dicono, «ritrovare l’intesa e la stessa passione dopo decenni. Siamo pronti a esibirci per chi ha sempre apprezzato la nostra musica e per far nuovamente emozionare il pubblico con i nostri pezzi». (f.bu.)

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