I costruttori: insostenibile il rimborso in dieci anni

Il presidente abruzzese Ricci: le imprese sono stremate dal cambio delle regole perché hanno la necessità di programmare scelte di investimento pluriennali
L'AQUILA. Il mondo edile è in fibrillazione. L'emendamento del ministero dello Sviluppo Economico al decreto legge del Consiglio dei Ministri del 26 marzo 2024 preoccupa non poco i costruttori. All'estensione a dieci anni del rimborso fiscale dei crediti del Superbonus si sommano le ripercussioni che tali modifiche possono avere sulle imprese e sui loro piani di investimento. Il presidente dell'Ance Abruzzo, Enrico Ricci, parla di «una previsione che supera ogni possibile margine di comprensione perché lede la certezza del diritto e dei diritti». In attesa di capire bene tutte le maglie dell'emendamento, l'Ance esprime «forte preoccupazione per quanto si sta profilando all'orizzonte».
TROPPI 10 ANNI
Il recupero dei crediti non più in quattro, ma in dieci anni per l'Associazione costruttori è una misura insostenibile. «L’emendamento del ministero delle Finanze e dello sviluppo economico per rendere obbligatoria l’estensione delle annualità di rimborso fiscale dei crediti da Superbonus a dieci anni», sottolinea il presidente Ricci, «rinnova un grande allarme tra imprese e banche, preoccupate per le ripercussioni sui loro piani di investimento, in quanto lo stesso andrebbe a colpire operazioni già effettuate, a partire dal 1° gennaio 2024, con impegni di spesa già assunti». L'Ance fa notare che «si tratta della trentaduesima modifica alla disciplina del Superbonus». Continue revisioni del testo iniziale, approvate in corso d'opera, che contribuiscono a destabilizzare i piani di programmazione e investimento delle ditte edili che lavorano col Superbonus. E creano pesante incertezza nella riscossione dei crediti. «In questa occasione, addirittura, con la previsione di un vero e proprio effetto retroattivo della legge», dice Ricci, «che torna a sconvolgere il già fiaccato mercato dei crediti d’imposta, con ripercussioni sul rispetto dei contratti, mettendo in discussione anche accordi già sottoscritti, con immediata svalutazione dei crediti».
RISCHIO CONTENZIOSI
Blocco dei cantieri e rischio contenziosi. Sono le due incognite che accompagnano l'approvazione dell'emendamento del Governo al Superbonus. «Un passaggio che innescherà fermi di cantieri e contenziosi, incrementando il numero già rilevante di esodati da Superbonus», sottolinea il presidente dell'Ance Abruzzo, «da parte nostra, abbiamo sempre adottato un approccio collaborativo per la chiusura ordinata della stagione del Superbonus, ma questa previsione va oltre ogni possibile margine di comprensione e lede la certezza del diritto e dei diritti, inammissibile per uno Stato civile e democratico, in quanto compromette la fiducia nei confronti delle istituzioni. Le imprese per svolgere la propria attività hanno necessità di programmare scelte di investimento pluriennali, mentre sono stremate dai continui e repentini cambiamenti in corsa delle regole. Problematica che investe anche le aree sisma, dove occorre fare massima chiarezza e sciogliere definitivamente ogni dubbio circa le deroghe rispetto alle previsioni del decreto legge». Forte la preoccupazione espressa dall'Ance, che sta monitorando la situazione. «Il tavolo di coordinamento Ance sisma, in riunione permanente, è impegnato ad elaborare proposte concrete per non bloccare la ricostruzione e per trovare una via d'uscita che salvaguardi imprese e committenti. Dopo aver esaminato il testo finale del decreto, ci riserviamo di verificarne le reali implicazioni e le ricadute sul settore».(m.p.)
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