I decessi scendono a due: questo è il dato ritenuto più confortante

27 Aprile 2020

Il lieve aumento di casi positivi (+27 su 1.234 tamponi) è spiegato con i ritardi per i test da smaltire L’assessore Verì: «C’è stata a Chieti l’applicazione sbagliata dei codici di priorità, tutto superato»

PESCARA. L’aumento dei casi positivi c’è stato, ma è lievissimo e soprattutto ha una spiegazione che finisce per confermare il trend in discesa degli ultimi giorni. Ecco i dati più significativi di ieri: il numero totale dei contagiati da coronavirus in Abruzzo ha raggiunto quota 2.859. L’aumento registrato è di 27 casi su un totale di 1.234 tamponi analizzati, pari quindi al 2.2%. È un numero leggermente più alto dell’1,6% del 25 aprile (29 casi positivi su 1.749 tamponi). Ed è la provincia di Chieti che continua a incidere sulla lieve crescita. Più che confortante è invece il ridotto numero dei deceduti che, questa volta, si è fermato a due: un 65enne di Crecchio e una 90enne di Pescara.
IL PERCHÉ. A spiegare il leggero aumento registrato è l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, che ne dà la giusta chiave di lettura spiegando che, di fatto, 24 ore fa sono stati finalmente smaltiti i numerosi tamponi arretrati.
«Ci sono stati ritardi», ammette, «soprattutto in provincia di Chieti, legati a un’errata applicazione del codice di priorità su alcuni campioni inviati ai laboratori, che si sono visti recapitare centinaia di test con codice rosso che invece, secondo le linee guida nazionali, potevano essere processati non subito. Questo ha portato a un ingolfamento dei laboratori e ad attese più lunghe anche per gli altri tamponi già in partenza correttamente identificati come non urgenti, che sono quindi finiti inevitabilmente in coda. Oggi, però, possiamo dire che il momento di difficoltà è stato superato e che l’arretrato è praticamente stato interamente smaltito».
IL DATO FALSATO. L’aumento si rifà quindi a un dato falsato dai ritardi, e si riferisce a tamponi eseguiti persino due settimane fa. Il numero che invece dimostra che la curva dei positivi va in discesa, dopo settimane di paura che ci lasciamo alle spalle, è quello dei decessi che è calato a due.
RICHIAMO ALL’ORDINE. «Nel corso degli incontri che tengo quotidianamente con i rappresentanti della governance impegnata nell’emergenza», continua Verì, «abbiamo ripuntualizzato la corretta applicazione delle classi di priorità sui campioni prelevati. Una procedura che può sembrare secondaria, ma che invece è centrale nella gestione dei processi e della comunicazione delle risposte. In tanti probabilmente non sono a conoscenza del fatto che i tempi tecnici per processare i tamponi comportano un limite oggettivo della capacità di analisi dei nostri laboratori, che non può essere superato. Per questo, abbiamo rimarcato più volte come non sia possibile sottoporre a tampone tutta la popolazione, perché per completare i processi e avere i referti occorrerebbero mesi. Di qui», aggiunge Verì, «l’importanza di gestire correttamente le priorità, evitando errori che mandano in sofferenza l’intero sistema».
LA REPLICA. L’ultima riflessione dell’assessore è rivolta al “partito delle critiche”: «Qualcuno ci accusa di non puntare all’aumento della capacità dei laboratori. A costoro ricordo che per fare questo occorrono macchinari che sul mercato non sono disponibili immediatamente. Per portare a Pescara l’apparecchio che permetterà di processare fino a 2.400 tamponi quotidiani, abbiamo dovuto attendere settimane e lottare contro gli ostacoli doganali. Nonostante questo, però, ce l’abbiamo fatta».
I CONTROLLI. Regole rispettate durante la Festa del 25 Aprile, tanto che sono in deciso calo i sanzionati: 153 su 3.037 controllati. Dall’entrata in vigore dei provvedimenti salgono a 6.637 i sanzionati in Abruzzo. Nel dettaglio, alla Liberazione sono state sanzionate 26 persone in provincia dell’Aquila (1.110 i controllati), 35 nel Pescarese (570 fermati), 56 in provincia di Chieti (589 i controllati) e 36 nel Teramano (36 fermati).
Infine, nel giorno festivo, sono state trovate irregolarmente aperte cinque attività commerciali, tutte sanzionate (1 all’Aquila, 2 a Chieti e 2 a Teramo), su un totale di 733 esercizi commerciali ispezionati.
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