I doni? Piacciono bambole, griffe e prodotti tipici

16 Dicembre 2018

Si acquistano macchine per dolci, pane e pasta Per l’abbigliamento si punta sugli accessori

PESCARA. E’ il momento della corsa ai regali. C’è poco più di una settimana di tempo per acquistare i doni di Natale e se molti si sono già organizzati per accontentare i desideri di grandi e piccini c’è anche chi non ha ancora la minima idea di cosa comprare. Qualche suggerimento arriva dai commercianti che parlano delle tendenze registrate in questo scorcio di fine anno. Tra i giocattoli vanno letteralmente a ruba le Lol, le bamboline da collezionare che si acquistano in una sfera di plastica (da scartare e scoprire), che mandano in visibilio le bimbe. Attorno a questo “personaggio” sono stati realizzati tanti articoli, «dalla valigia alla casa delle Lol e le mamme sono disposte a spendere anche 400 euro perché ai bambini non si fa mancare niente, a Natale», racconta Connie Tittaferrante. «Per i regali agli adulti la crisi si fa sentire di più. Quindi o si rinuncia al regalo oppure si scelgono cose utili, dalla caffettiera all’aspirapolvere. Si acquistano meno gli oggetti legati al Natale e si preferisce tutto ciò che consente di realizzare a casa alimenti buoni e genuini. E quindi la macchina per le neole, quelle per il pane e per la pasta». Per i bimbi e gli adolescenti non si bada a spese neppure nei negozi di abbigliamento. Da Ninna Nanna, in via di Sotto, si punta sui «prodotti griffati, di qualità, soprattutto quelli più pubblicizzati in questo momento. Si comprano giacconi invernali e felpe ma c’è anche chi si orienta sugli accessori, come le cover per i cellulari, i foulard e la pelletteria», dice Emanuela Iannascoli. Tra i clienti di questo negozio ci sono i teenager «che comprano regali per le fidanzate. E poi i nonni, pilotati dai nipoti che si aggiornano sui social». I regali si scelgono anche «in base alla disponibilità ma si può dire che la massa si concentra sugli accessori, e quindi sciarpe, cappelli e anche cravatte», spiega Enzo D’Ottaviantonio di Ed’o manstore. «C’è poi una nicchia che acquista il maglione di qualità, di cachemire o lana merino». La linea guida è che si deve sempre «fare i conti con il portafogli». Gauro Zulli sta attraversando una vigilia di Natale di cui non ci si può lamentare, perché «è in corso una vendita promozionale» legata alla ristrutturazione dello stabile. «Come regali si punta alle minuterie, come sciarpe e berretti, cose piccole. Ma qui va bene anche la vendita dei giacconi, e credo sia legato alle promozioni in corso. Il periodo è fiacco per l’abbigliamento, di sicuro si punta sui regali tecnologici». È un po’ presto, invece, per definire quale sia l’orientamento di questo Natale da Voyage pelletteria e calzature. Gli acquisti si concentrano «negli ultimi giorni» ma è certo che c’è «una grande attenzione a spendere poco», dicono dal negozio di via Nicola Fabrizi dove alcuni articoli della collezione autunno-inverno sono in promozione. In tanti si buttano sui prodotti tipici, dolciumi e non solo, come dice Stefania da Chiccoff Lucaffe, sempre in via Nicola Fabrizi. Nei cesti natalizi, che vanno per la maggiore, «chiedono di inserire panettoni e vini, oppure il caffè e il torrone (come quello di Artemisia). Scelgono anche panettoni costosi, come il Sal De Riso, prodotto a Amalfi, oppure il Di Masso di Scanno, mentre per i vini vanno per la maggiore quelli della Cascina del Colle. Noi spingiamo sempre sui prodotti locali, puntiamo molto su questo aspetto». C’è anche chi sceglie di regalare relax. E lo fa acquistando «massaggi o rituali benessere» per assicurare una parentesi di tranquillità e combattere lo stress nutrendo la pelle, fa notare Ramona Ana Vasiliu dell’Estetica Comfort Life di Sambuceto. «Oltre ai trattamenti si acquistano anche buoni regalo» per cui è la persona interessata a scegliere come usare il proprio. Relax assicurato per chi regala o si regala una vacanza. Oltre «ai cofanetti regalo Boscolo gift c’è una buona richiesta per l’Omal, Dubai e Abu Dhabi», dicono dall’agenzia di viaggi Sashay travelling. «Si lascia l’Italia per andare verso il caldo, ad esempio Zanzibar, ma si vola anche per gli Usa. E poi ci sono sempre le destinazioni più vicine come Spagna, Londra, la Repubblica Ceca. Ma in linea di massima, si viaggia meno».
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