I genitori: «No alla scuola pollaio»

Comitato di Caprara contrario al trasferimento dell’elementare
SPOLTORE. Preferirebbero portare i figli a scuola nell’ex asilo della frazione Villa Santa Maria, lontano 5-6 chilometri da casa, i genitori degli alunni delle elementari di Caprara, pur di non mandarli nella materna del loro paese, dove invece li vorrebbe collocare la direzione didattica.
La proposta di trasferire le due pluriclassi di Caprara nell’ex edificio scolastico di Villa Santa Maria, sede che da alcuni viene utilizzata dal Comune per attività ricreative di associazioni e cittadini, è stata lanciata nel corso dell’affollato incontro pubblico di lunedì organizzato dal comitato Caprara Attiva, che ormai in assemblea permanente si sta battendo contro quella che ritengono la soluzione della “scuola pollaio” prospettata dalla preside, Anna Maddalena Belcaro, la quale ha annunciato la chiusura della elementare Tito Acerbo di Caprara dopo che gli alunni di Santa Teresa torneranno nella loro sede, una volta terminati nei primi mesi del 2016 i lavori nella scuola di piazza Marino Di Resta.
Nella primaria Tito Acerbo ci sono due pluriclassi, in quanto a causa delle scarse iscrizioni non si riesce a fare classi normali, dalla prima alla quinta, nonostante negli ultimi anni per incentivare la frequenza a Caprara il Comune abbia concesso lo scuolabus gratuito agli alunni iscritti in quella scuola provenienti dai centri limitrofi. La soluzione di mettere insieme alunni delle elementari e della materna nello stesso plesso non piace alle famiglie, disposte ad andare a Villa Santa Maria pur di non mandare i figli a scuola nell’asilo locale, ritenuto troppo angusto per le attività dei bambini delle elementari.
Secondo il comitato, la preside Belcaro sarebbe ormai incompatibile con Caprara, ai sensi dell’articolo 468 del decreto 297/1994, che prevede il trasferimento, anche d’urgenza, in altra sede «per accertata situazione di incompatibilità».
«Una scelta, quella di Villa Santa Maria, che comporta sacrifici per i genitori, perché dovranno accompagnare i figli in un’altra frazione» è scritto in documento del comitato, «ma è preferibile affrontare questo sacrificio che portare i bambini nelle aule della materna, che risulterebbe, con una sezione a tempo pieno dell’infanzia e due pluriclassi di primaria, una scuola pollaio! I genitori hanno compreso di essere soli, l’amministrazione e le autorità scolastiche non stanno tutelando il diritto all’istruzione e la qualità dell’offerta formativa, ma si faranno sentire e non lasceranno nulla d’intentato».
«Contro la dirigente Belcaro, di cui è conclamata l’incompatibilità con la comunità di Caprara», proseguono i genitori, «è stato predisposto un altro documento relativo alle richieste di chiarimento in merito allo spostamento di una maestra storica di Caprara che quest’anno è stata assegnata a un'altra classe di Spoltore».
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