I giudici del Tar: le scuole restano chiuse

Niente sospensiva, l’ordinanza dà ragione a Marsilio: «I contagi sono stati contenuti con le misure adottate dalla Regione»
«Verosimilmente il contenimento del contagio entro una certa soglia che si sta registrando in ambito regionale negli ultimi giorni è causalmente da ricollegare alle misure di prevenzione adottate». È uno dei passaggi chiave che si legge alla terza delle cinque pagine dell’ordinanza emessa dal Tar Abruzzo sezione prima sul ricorso presentato dal genitore di uno studente per chiedere la riapertura delle scuole. Il Tribunale amministrativo regionale, presidente Umberto Realfonzo, estensore Giovanni Giardino, ha respinto la richiesta di sospensiva del cittadino che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza numero 15, del 12 marzo scorso, con la quale il presidente della Regione Marco Marsilio ha prorogato la didattica a distanza fino al 6 aprile compreso per tutelare la salute pubblica ed evitare l’insorgere di focolai.
LA MOTIVAZIONE. Nel respingere la richiesta cautelare il Tar dà una motivazione basata su riscontri epidemiologici concreti. «In presenza di una gravissima recrudescenza del contagio a livello nazionale conseguente al diffondersi delle diverse “varianti” del Covid-19, nel bilanciamento dei contrapposti interessi pubblici entrambi di rilevanza costituzionale (diritto all’istruzione e diritto alla salute) deve ritenersi allo stato prevalente l’interesse alla tutela della salute dei cittadini», si legge nel provvedimento. Tutto ciò «tenuto conto della crescente incidenza dei contagi da Covid-19 anche tra i bambini in età scolare e potendo i medesimi essere non solo potenziali vittime, ma costituire anche possibile veicolo di diffusione nelle famiglie».
LA DIDATTICA A DISTANZA. Il Tar rileva inoltre che il diritto all’istruzione ed all’assistenza genitoriale risulta comunque garantito dalla didattica a distanza e dalle misure di sostegno approntate in favore dei genitori con figli minori e che «non è ravvisabile, allo stato, alcun periculum in mora anche in considerazione della imminente chiusura degli istituti scolastici per le festività pasquali».
In sostanza per il Tribunale amministrativo i provvedimenti impugnati sono ancorati al principio di precauzione sanitaria in presenza di concreti rischi di contagio e di prevalenza del diritto alla salute.
I PROVVEDIMENTI. L’esito di questa ordinanza, dunque, riconosce alla Regione Abruzzo la bontà delle decisione prese contro l’emergenza in tema di scuola.
Nel formulare la sentenza il Tar ha riconosciuto ampiamente le scelte e i meriti della Regione, supportate da dati scientifici dei monitoraggi continui e dalle relazioni del Gruppo tecnico scientifico regionale, evidenziando il nesso di causalità tra le misure di prevenzione adottate e i limitare i nuovi casi. Quel passaggio a pagina tre che abbiamo riportato all’inizio dell’articolo lo riconosce chiaramente, in quanto conferma che anche la proroga della didattica a distanza è stata una misura utile a contenere il contagio pandemico entro una certa soglia tutelare la salute pubblica ed evitare l’insorgere di ulteriori focolai.
VERSO LA SEMI RIAPERTURA. Il presidente Marsilio è intervenuto dopo il pronunciamento sul ricorso: «È nostro obiettivo riportare quanto prima di studenti all’interno delle classi e speriamo di poterlo fare immediatamente dopo Pasqua se i dati quotidiani dei contagi continueranno ad avere una progressione positiva», ha detto.
E intanto l’assessore regionale all’Istruzione Pietro Quaresimale annuncia: «Aspettiamo i dati del venerdì prima di Pasqua, il Venerdì Santo, se si mantengono così, credo che possiamo riaprire le scuole della infanzia, elementari e medie».

